La percezione del progresso

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Douglas Adams, scrittore tecnologico, in un articolo del 1999 enuncia i tre assiomi fondamentali della percezione del progresso:

1. Tutto quello che si trova nel mondo alla tua nascita è dato per scontato

2. Tutto quello che viene inventato tra la tua nascita e i tuoi trent’anni è incredibilmente eccitante e creativa e se hai fortuna puoi costruirci sopra la tua carriera

3. Tutto quello che viene inventato dopo i tuoi trent’anni è un’offesa all’ordine naturale delle cose, è l’inizio della fine della civiltà e solo dopo essere stato in circolazione per almeno dieci anni torna ad essere abbastanza normale.

A volte, le cose, non seguono gli assiomi. È bello, a trent’anni, essersi avveduti già da un pezzo sull’inizio della fine della civiltà. E sapere con soddisfazione e certezza di non avere mai compreso qual è l’ordine naturale delle cose.

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Andarsene così

statale-194Chissà che succede al tuo profilo Facebook – mi chiedo da un po’ – se muori nella realtà, se ti capita un incidente e ti schianti in auto. Se a 19 anni sbatti sul guardarail e poi rimbalzi sull’altra corsia con Gabriele, Giuseppe e Leandro. Chissà che succede al tuo profilo Facebook adesso, a 24 ore dal frontale con un autotreno sulla Ragusa-Catania, che non è un’autostrada perché autostrade non ce n’è, solo la statale 194 a doppio senso, con le curve sempre brutte e mai rifatte nemmeno con gli incidenti. Chissà se hai congelato dei commenti e dei botta-e-risposta e se qualcuno si prenderà cura di pubblicarli a intervalli regolari, finta che niente sia successo: come i frammenti di DNA nei capelli e nelle cellule morte di Jerome di Gattaca alla fine del film, prima di incendiarsi. Forse fra qualche giorno le parole te le attacca su Facebook il camionista che è sotto shock all’ospedale. Ho sempre pensato che in questi casi la bacheca diventi un sacrario cimiteriale coi fiori e i biglietti e i sei-sempre-nei-nostri-cuori. Invece, Fabio, non è ancora successo niente. Tanto niente sembra serio se è sbarellato su Facebook. Neanche ti viene voglia di giocare a Geo-Challenge per distrarti, che poi alla gente di Giarratana (RG) arriva la notifica di quel che fai e pare non rispetti il lutto cittadino.

Facevi un po’ ridere taggato in quella foto, coi peli sulle gambe e sul petto no.

Eternità zippata

“amxse” è l’ “amore per sempre” degli sms. Trovandone uno sul cellulare, non sarei stata in grado di apprezzare. Le parole tamponate hanno perso dei pezzi e anche il solito “x” è irriconoscibile. Mai visto niente del genere: male.

Infatti l’abbreviazione non enciclopedizzata è in sé un neologismo. Certi neologismi nascono da modelli. “Tendopoli” aiuta a capire “tangentopoli”, e dopo “tangentopoli” anche “calciopoli” pare meno improbabile. Altri neologismi se ne fregano dei modelli e sono come i verbi irregolari peggiori, devi impararli a memoria quando li vedi. Per questo contengono il rischio di rallentamento dell’intellegibilità.

I tamponamenti e le stragi radicali fanno saltare i fondamenti della comprensione, distruggendo i telai del significato.

Nel caso di una dichiarazione d’amore eterno può diventare tutto più divertente e complicato.

Se t’inventi un amxse su due piedi e lanci invia, per chi lo riceve sarà la prima volta e forse interdetto non capirà.

Se l’amxse circola da un po’ da un cellulare all’altro, per chi lo riceve forse non è la prima volta, magari gliel’ha già detto qualcun altro. Questo lo aiuterà ad afferrare, ma dalla seconda volta in poi la sua illusione giovanile sull’immortalità delle relazioni sarà miseramente fallita.

Ma può anche darsi che vi rimpalliate da un po’ quell’amxse. Uno lo ha inaugurato, l’altro l’ha ricevuto e prima di riutilizzarlo ha chiesto spiegazioni. Allora l’amore eterno vi sarà costato almeno 2 sms.

In quest’ultimo caso, credo che dopo un po’ il giochino cominci comunque a funzionare. Sorriderete a distanza cogli occhi sul display in due punti diversi della terra, incollati da un sentimento digitale. Succede così e succederà anche stavolta, come succede sempre, milioni di altre volte. L’amxse è amare per sempre, ma solo dirselo in un sub-attimo.