Niente paura, arrivano i superficiali

Baricco sostiene oggi che i fanatici della profondità cercavano il senso ultimo nelle cose oscure, remote e faticose. Che questo modo di vedere a un certo punto è diventato “inadatto”, messa in dubbio l’esistenza di questo senso. Ora la profondità sta scomparendo sotto i colpi della superficialità. Sintomo di decadenza? Sparito il senso? No, dice Baricco.

La superficialità è oggi il luogo del senso. Incapaci di star fermi ma veloci a spostarci, incapaci di concentrarci ma bravi a collegare, rifiutiamo di cercare il senso nei “cunicoli del sottosuolo” imparati a scuola. Cerchiamo il senso in modo diverso. Sulla superficie del mondo. Uniamo i punti in costellazioni anziché scavare, scegliamo la velocità a discapito dell’approfondimento.

Ad assicurarci che la strada sia giusta – pare di capire – basta notare con quanta passione mai vista tentiamo di salvare: pace pianeta monumenti deboli. I profondi prima di noi “bruciavano le biblioteche o le streghe”.

A dire oggi queste cose, c’è il rischio che “lo smascheramento della profondità” possa “generare il dominio dell’insignificante”. Ma Baricco finge di scrivere dal futuro, e nel 2026 può parlare col senno di poi.

Pare siano andate bene le cose, dal suo racconto. Mi piace questa rinuncia alla nostalgia e l’onestà di non considerare il senso come un fatto generazionale.

Però – a pensarci, nel 2026 saranno ancora in vita molti neosuperficiali cresciuti al tempo della profondità. Forse una combinazione unica e irripetibile. Baricco, scrivici dal 2050. A meno che il confine fra profondità e superficialità non sarà già troppo profondo e fuori moda.

Yahoo AHAHAnswer

Yahoo Answer è un varco verso altri mondi. Se escogiti domande strane che nessuno penserebbe di  fare, ti accorgi che qualcuno prima di te ci ha già pensato sul serio.

Insieme alla classica “Come faccio a baciare il mio ragazzo senza rischiare di rimanere incinta?” si trovano delle autentiche perle:

“Cosa può succedere se si bacia una ragazza dopo aver mangiato un tonno in scatola?”

“Come faccio ad augurarvi la buonanotte senza dare l’impressione di essere uno che va a letto?”

“Devo assolutamente ammalarmi… va bene questo metodo?”

Ce n’era anche una che non riesco a trovare, in cui un tipo chiedeva come fare ad arrivare al sodo con una ragazza di cui non gliene fregava nulla, e poi subito dopo mollarla.

Da notare anche questa:

“un compagno della mia compgna di scuola l’ho conosciuto per caso , per informazioni di un ragazz o del suo paese. In msn mi ha sempre buttato la battutina che sn una bella ragazza . Tutto e nato stanott dopo la ezzanotte ci siamo sentiti tramite msn e mi aveva detto guarda ti faccio un regalo un bacio … Mi ha domandato se lunedi cioè domani ci vedavano ed entrare alla 2 ora … gli ho detto di si .. raga scusate gli errori ma secondo voi mi bacerà?

Concludo con il quesito di Diego P, con cui concordo in pieno: “Perchè accusano i giovani che non hanno interessi o domande da fare? Quando Yahoo Answer invece è pieno di domande e interessi? Forse gli adulti non hanno voglia di rispondere, o di prenderli in considerazione?”

Chatroulette – Zero gradi di separazione

Su Chatroulette clicchi su new game e trovi in un attimo uno sconosciuto a caso con cui videochattare. Se non ti piace la faccia o quel che appare, clicca sul tasto next. Puoi disattivare il tuo video e il tuo audio, ma nessuno si interesserà a te. Anche tu sarai nexted.

Per cominciare non serve registrazione e basta avere 16 anni o fingere di averli. Può succedere di tutto: americani, giapponesi, stanze, schermate bianche, porno, inglese, spagnolo, singoli, coppie, ragazzetti, donne, uomini, supereroi, noia, brasiliani, intimo, ordine, disordine, porno. Anche un genio che improvvisa canzoni al piano in base all’interlocutore.

Nessuno si interessa a te se disattivi la camera. Ma se la attivi non sai che succede. Forse ti sei stancato dei faceamici archiviati in liste secondo privacy. Ora che sei perfettamente connesso con tutte le persone della tua vita, avrai voglia di facce diverse. Dopo il filtraggio condiviso e i contenuti socialselezionati, forse senti il bisogno di una vita più random, un sano zapping umano ad alto tasso di imprevisto. Senza alcuna distinzione di sesso, età, geolocalizzazione, lingua scritta/parlata, affinità di coppia e di ascolto. Senza i suggerimenti dell’algoritmo.

Chatroulette è il fenomeno del momento. «A volte si possono avere anche vere conversazioni su Chatroulette. È da un’ora e mezza che parlo con la stessa persona», confessa un ragazzo francese su Twitter. «Dovrebbe essere proibito ai minorenni, agli anziani, a chi soffre di cuore, ai timidi e, più generalmente a tutti quelli che credono ancora in un po’ di dignità», scrive Vincent Glad della Webzine Slate.

Casey Neistat dopo un intero pomeriggio ha ricavato questi dati: 71% uomini, 15% donne, e il 14% pervertiti. Poi finalmente ha trovato un altro modo per parlare e vedere dei perfetti sconosciuti: farsi un bel giro per strada.


Verbicidio colposo

matrimonio

Le parole cambiano significato col passare del tempo. A volte il significato si restringe o si perde per ragioni televisive, come il “tugurio” ridotto all’accezione da Grande Fratello, ma pur sempre protagonista di un rinnovato periodo di notorietà: resta un ambiente angusto e squallido, ma si gode la luce dei riflettori.

Questo meccanismo diabolico può rivelarsi una fortuna se applicato in modo intenzionale. Creare un nuovo significato per una parola significa anche distogliere l’attenzione dal significato precedente, fino a che quest’ultimo addirittura non si perde, passano le generazioni e resta solo nei dizionari.

È quello che potrebbe accadere al matrimonio, se la gente su Facebook comincia a dichiarare di essere sposata con qualcuno degli amici, e il giorno dopo cambia idea sposando qualcun altro. Le bacheche in poco tempo si riempiranno di una serie di “sposarsi”, Lucia sposa Leonardo e poi Andrea e poi Federico, ma anche Maria sposa Roberto e poi Riccardo e chissà chi. Ma tu sei ancora sposata? ho chiesto alla mia coinquilina impegnata a girare il risotto. Aveva festeggiato il face-matrimonio da meno di 24 ore, con uno conosciuto la sera prima.

Abusando del termine, si può sperare che questo col tempo perda le sue accezioni condivise e ne acquisti delle altre di nuova concezione. Noto con piacere che i ragazzini di 12 anni gridano in coro “prof, ti stimo”, e lo gridano anche all’altra prof e all’educatore che passa per i corridoi della scuola, perché la stima è una cosa eccessivamente seria e da giudizio universale onnicomprensivo, è un’idea così poco compatibile con la mia valutazione limitata di cose e persone che non riesco ad assegnarla a nessuno, men che mai a me. È una cosa da mitigare. Così mi astengo dai verdetti complessivi, ma custodisco gelosamente la capacità di apprezzare e ammirare in base alle informazioni di volta in volta in mio possesso.

Visto che l’abuso ha tendenze verbicide, si tratta solo di selezionare accuratamente la vittima e cercare alleati. Quale accezione far fuori?

Chiunque intenda abbassare la carica semantica del matrimonio, dunque, oggi ha un’opportunità in più: sposarsi. Conviene approfittare del vuoto legislativo che c’è su Facebook in tema di unioni. Magari lo colmano da un giorno all’altro e ci impediscono di sposarci con leggerezza.

Uso consapevole dei social network e delle seghe elettriche

adolescenti

Se non si fosse capito, anch’io penso che “ci sono giovani che posseggono la tecnologia ma sono del tutto indifesi nell’esposizione di sé e della propria vita, e immigranti digitali che per età potrebbero aiutarli ad essere più consapevoli, ma che non hanno le conoscenze per comunicare con loro in modo adeguato”, come dice Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante dei dati personali, parlando con Zambardino di Scene Digitali.

E l’Autorità ha pure pubblicato un vademecum sui social network che andrà nelle scuole.

Infatti mi chiedo come farebbero questi adulti, per esempio nelle scuole, ad affascinare le platee con le orazioni sui social network, se non hanno neanche una chiave usb. Io per fortuna ho seguito per due anni un alunno autistico che mi ha insegnato la funzione del tasto STAMP e a studiare i Promessi Sposi solo dalla versione Solenghi-Marchesini-Lopez di YouTube.

C’è una scena in cui al Lazzaretto i dottori provano tutti i metodi contro la peste. Anche le pistole e le seghe elettriche. Così una volta ha visto una sega elettrica in un cartone animato e ha gridato: i Promessi Sposi!

Nativi, ibridi e tardivi nel mondo digitale: prove tecniche di estinzione

apocalypse

Su Wired di maggio Luca Sofri cì chiama ibridi, perché vecchi abbastanza da aver frequentato il mondo “di prima”, ma anche giovani abbastanza da avere abitato da subito il mondo “di dopo”. Una  categoria ridotta, mentre i nativi digitali avanzano. Poi ci sono i “tardivi” di internet, che si sono infilati nella rete solo da poco e credono che internet sia Facebook, e che Facebook sia l’universo. Sono attratti dalla sua forma accogliente e familiare, perché ci trovano cose che già in parte conoscono.

L’effetto – continua Sofri – è che internet si normalizza, perché viene ricolonizzato dai nuovi abitanti impegnati a ricostruire modelli per loro familiari. I tardivi sopravvalutano la propria esperienza e sono vittime di una “sbornia adolescenziale”, attratti dai meccanismi semplici di Facebook. E da lì spesso non si schiodano verso le lande numerose della rete.

A me questo articolo è piaciuto molto perché mi ha fatto capire cosa ci trovavo di patetico in quelli che parlano sempre di Facebook come se fossero i padroni del mondo e invece verranno i nativi digitali a schiacciarli come scarafaggi.

L’italiano degli sms: “ke” o “che”?

perke

Perché resistere all’invasione del “ke” al posto del “che”?

Oggi chi fa abuso del “ke” a volte è figo, a volte invece viene ripreso nei forum e trattato da bimbominkia, come uno che imbratta Yahoo Answer con la propria ignoranza. I fautori e i detrattori della rivoluzione linguistica sono moltissimi. L’attacco è iniziato negli SMS – dove per ragioni economiche si preferiscono simboli e lettere prese in prestito – ma poi l’uso si è diffuso in rete, dove i caratteri non si pagano come coi cellulari, né a peso o a capo. Ma il “ke” è una rivoluzione, un’arma di ribellione contro la lentezza evolutiva della lingua?

“che” e “ke” appartengono a due registri diversi, l’uno standard e l’altro scrittocolloquiale-gergogiovanile. È una fortuna averceli tutti e due, in modo da esprimere per iscritto il tono di un discorso. Vanno bene entrambi a seconda dei contesti: l’uno per gli sms, l’altro per i temi. Anzi, sono capaci di “fare contesto” a colpi di grafemi.

Ecco perché cedere un po’ al “ke”, ma tenersi anche stretto il “che”, secondo me. Se un giorno il “ke” smetterà di avere questa carica giovanile e ribelle e sarà una semplice variante alternativa al “che”, forse lo sostituirà del tutto. Ma riusciamo a immaginare un futuro senza “che”? e poi, perké?

Verità sconcertanti dai test di Facebook

pallone calcio

Il mio amico Giulio Tassoni si è sottoposto a uno dei tanti test di Facebook che impazzano in questi giorni sulle nostre bacheche. Ha scelto in test “Quale boss di San Pelle sei?”, laddove San Pelle(grino) è un quartiere di Reggio Emilia in cui sono cresciuti lui e tutti i suoi amici ora trentenni. Giulio Tassoni ha risposto con sincerità a tutte le domande e, alla fine, ecco il risultato: “Sei Giulio Tassoni”. Con tanto di descrizione dettagliata del suo carattere. Gli altri risultati possibili portavano il nome di altri personaggi della zona.

Questo test se l’è inventato un ragazzo di quindici anni che gioca sempre a pallone da quelle parti.

Facciamo che si sposavano (per Nintendo DS)

nintendo-ds

I miei cuginetti stavano litigando per il Nintendo DS. Eravamo in macchina nei sedili dietro, io e loro. Solo che il Nintendo DS aveva la sua batteria limitata prossima ad esaurirsi. La cuginetta grande se lo teneva stretto per completare la vestizione matrimoniale della pupina digitale: scegli l’abito degli sposi e degli invitati, scegli la grafica delle partecipazioni, la sala, la location della cerimonia. Scegli la colonna sonora nuziale, e più giochi più sblocchi colonne sonore nuove: tutte un riarrangiamento dello stesso tarattattà.

Il cuginetto piccolo sbraita per la sua dose di DS regalato in comproprietà ad entrambi, ma la cuginetta grande aveva il DS in pugno per ripetere la trentesima prova matrimoniale dove né vinci né perdi, al massimo la sposa cade dalle scale. Arrivati al momento in cui puoi baciare la sposa, la batteria si scarica del tutto e ci molla lì, al passaggio a livello. Cuginetto sbraitante comincia a pestare la sorella e dopo 10 secondi di pestaggio passa ai calci.

Ma lei s’era portata dietro il caricabatterie per DS, però bisognava arrivare a una casa per attaccarlo a una presa. Davanti a un passaggio a livello chiuso, un treno può metterci un’infinità a spuntare, sfilare per tutta la lunghezza, andarsene fino a che le macchine passano oltre. Nell’abitacolo a DS spento calano le tenebre.

E allora mi metto a commentare a voce alta le scene da un matrimonio tutte inventate, guardando con entusiasmo il display morto. Ma che brutto vestito che le abbiamo messo! Oddio, lo sposo è un polpo tentacolare! Ah! La sposa è caduta! La sposa è caduta! E anche se non succede niente, non succede niente da nessuna parte, i due immaginano la scena e si sbellicano e smettono i pugni e i calci. Che schifo di torta! Che figura! Anche se non succede niente. Me lo ha insegnato Jack Nicholson in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, quando anima un tifo da stadio davanti al televisore spento, per una partita di baseball immaginata: perché a lui e agli altri pazzi del manicomio non gliela lasciavano vedere.

Poi il treno è passato.