Come giocare alla Wii, senza la Wii

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Google Armageddon – L’avventura del tempo perso

Ora ditemi se avete ancora voglia di mollare tutto e tornare alle caverne, o precipitare nella realtà un po’ finta del sogno, oppure se non c’è qualcosa che vi prende dalla collottola e vi riporta qui, nel 2010, a perdere la testa per qualche diavoleria contemporanea, ad attaccare le dita alla tastiera, ancora una volta, peccaminosamente, senza alcuno scampo da questa parte dell’evoluzione.

Quello che mi riprende per la collottola stavolta è Google Search Stories Video Creator, quella diavoleria che ti dice:

– scegli 7 parole chiave da inserire in una ricerca

– scegli tra 7 diverse tipologie di trattamento da abbinare ad esse: web search, images, maps, news, blog search, product search, books

– scegli fra una gamma di colonne sonore

– clicca play.

Poi guardate l’intruglio che ne viene fuori, come questo mio specie di thriller senza senso, che però forse convincerebbe qualche sfasciato studente a desiderare qualcosa che i soldi non possono comprare. Per un attimo almeno.

Parte l’avventura di Google Search Stories Video Creator, che è un po’ come ri-raccontarsi il tempo perso nella rete a cercare la verità dentro la casella di ricerca, ma in un modo così denso che sembra di perdersi nel proprio film e sentirsi dei guerrieri immortali contro l’Armageddon della confusione mentale.

Chatroulette – Zero gradi di separazione

Su Chatroulette clicchi su new game e trovi in un attimo uno sconosciuto a caso con cui videochattare. Se non ti piace la faccia o quel che appare, clicca sul tasto next. Puoi disattivare il tuo video e il tuo audio, ma nessuno si interesserà a te. Anche tu sarai nexted.

Per cominciare non serve registrazione e basta avere 16 anni o fingere di averli. Può succedere di tutto: americani, giapponesi, stanze, schermate bianche, porno, inglese, spagnolo, singoli, coppie, ragazzetti, donne, uomini, supereroi, noia, brasiliani, intimo, ordine, disordine, porno. Anche un genio che improvvisa canzoni al piano in base all’interlocutore.

Nessuno si interessa a te se disattivi la camera. Ma se la attivi non sai che succede. Forse ti sei stancato dei faceamici archiviati in liste secondo privacy. Ora che sei perfettamente connesso con tutte le persone della tua vita, avrai voglia di facce diverse. Dopo il filtraggio condiviso e i contenuti socialselezionati, forse senti il bisogno di una vita più random, un sano zapping umano ad alto tasso di imprevisto. Senza alcuna distinzione di sesso, età, geolocalizzazione, lingua scritta/parlata, affinità di coppia e di ascolto. Senza i suggerimenti dell’algoritmo.

Chatroulette è il fenomeno del momento. «A volte si possono avere anche vere conversazioni su Chatroulette. È da un’ora e mezza che parlo con la stessa persona», confessa un ragazzo francese su Twitter. «Dovrebbe essere proibito ai minorenni, agli anziani, a chi soffre di cuore, ai timidi e, più generalmente a tutti quelli che credono ancora in un po’ di dignità», scrive Vincent Glad della Webzine Slate.

Casey Neistat dopo un intero pomeriggio ha ricavato questi dati: 71% uomini, 15% donne, e il 14% pervertiti. Poi finalmente ha trovato un altro modo per parlare e vedere dei perfetti sconosciuti: farsi un bel giro per strada.


In fila per la celebrità su 15toFame. Warhol sceso in terra.

Per raggiungere il successo, bisogna mettersi in lista d’attesa. E poi sperare di comparire su 15toFame, il sito che vi permette di godere dei vostri 15 minuti di celebrità. Finalmente, la profezia di Andy Warhol si avvera.

“YouTube è così saturo di gente in cerca di fama, che le possibilità di sfondare sono pari a zero”, dicono i fondatori. “15toFame è una nuova opportunità di comunicare on line con le masse. 15toFame lancia un nuovo tipo di successo: l’instant celebrity”.

I termini del servizio precisano che è possibile caricare un solo video a persona. Quindici-minuti-quindici, non uno di più. Ogni dilettante, ogni minuscolo seimiliardesimo di umanità, dovrà prendere atto limiti di tempo a lui concessi. In questo istante è il turno di Erik. Mesi fa avevo calcolato che per questioni matematiche non fosse possibile per tutti usufruire dei 15 minuti. Ma non tenevo conto della possibilità di non lasciare la cosa al caso, di eliminare i tempi morti, di trasformare l’aforisma di un artista in una catena di montaggio.

Ecco Andy Wahrol preso alla lettera. Come se fosse una legge della fisica. Come se, per esempio,  un giorno “tutti quelli che sono nelle tombe ne verranno fuori” (Ezechiele 37:13). Basta inserire il gettone. Uno alla volta senza spingere.