Il livello di cortesia nei social network

stretta di mano

Ogni tanto, nella storia, si manifesta la necessità di un abbassamento epocale dei livelli di cortesia. Prima del 1870 una conversazione educata non avrebbe avuto inizio senza una stretta di mano. Con l’invenzione del telefono, si rese necessario tradurre l’incipit in modo non visivo. Nacquero formule come il Pronto?, convenzioni per comunicare che il collegamento era attivo (fonte: Wired).

Oggi, nella condivisione diffusa di cui godiamo grazie alla rete si manifesta un abbassamento ulteriore (o una traduzione). Mancano spesso precise linee di demarcazione che segnano l’apertura e la chiusura. Si può fare a meno delle formalità quando si commenta sulla bacheca. Anche quando a una richiesta e accettazione di amicizia non ha fatto seguito il copione standard fitto di “Come stai?” e “Che fine hai fatto”.

Senza le strette di mano e senza il Pronto? si risparmia un sacco di tempo. Tempo per farsi nuovi amici. Così tanti nuovi amici da non avere più tempo.

Sento già il bisogno di un altro abbassamento epocale.

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Time extension con le ricariche Wind!

cellulare

Se chiami la Wind per fare una ricarica, ti dicono che Da oggi non devi più pagare i costi di ricarica. Da quant’è che non si paga la ricarica, da un anno? Ma quanto dura il presente?

Non so se si sono scordati di cambiare la registrazione, semplicemente. O se invece c’è una deliberata volontà dietro il mantenimento del nastro d’esordio. Chi ha concepito il nastro, deve essersi trovato di fronte a una scelta:

1. scrivere una pagina di storia, tutta al passato, commemorando come fatto compiuto l’abolizione dei costi di ricarica: Ti ricordiamo che da marzo sono stati aboliti i costi di ricarica, poteva dire;

2. ammosciare il messaggio eliminando la segnalazione temporale “Da oggi”;

3. immortalare il presente in un “Da oggi” per regalare una sensazione di incalzante novità, offerta da una compagnia telefonica sempre pronta a studiare soluzioni per rispondere alle esigenze di comunicazione delle tribù contemporanee.

Ed è quello che ha fatto chi ha concepito il nastro. Ma se mi dicono che Da oggi non pago – se ci rifletto un attimo – vuol dire che fino a ieri, avessi chiamato, avrei pagato. Però la novità della politica delle ricariche mi stordisce a tal punto che nemmeno ci penso, a cosa una frase può voler dire.

Se c’è una deliberata volontà, un’intelligenza, dietro al nastro d’esordio, significa che studi scientifici dimostrano che l’uomo è più sensibile alla novità che al senso del tempo. Che la verità cronologica di un fatto può essere occultata da un’emozione indotta da un nastro registrato. Per ragioni forse fisico-ambientali, forse culturali, un uomo che ricarica un cellulare è immerso in una realtà adimensionale senza punti di riferimento esterni, dove le ricariche non hanno storia e il presente è una linea che tende inesorabile verso l’infinito.

Memorie volatili: dalla carta al palmare al cellulare

London Nokia

Sono anni che ho smesso di usare l’agenda di carta. Non ha la funzione “cerca” utile a ritrovare le cose di cui mi sono scordata, e nemmeno il copia e incolla per rimandare con facilità al giorno dopo le attività non portate a termine. Se la perdo non ho un back_up sul computer e non posso farne duplicati. E poi, a volte non capisco la mia scrittura.

Ma oggi il palmare mi ha abbandonato e i costi di riparazione equivalgono al prodotto nuovo. La batteria del Palm Tungsten E2 non può essere sostituita in casa. Comprarne un altro? Lo farei, se non fossi in una fase di lento trasferimento delle competenze di memorizzazione dai vari dispositivi portatili alla mia personale memoria cerebrale, se no poi si atrofizza, dicono. Per questo negli ultimi mesi ho smesso di fissare  sul palm le informazioni dimenticabili senza gravi conseguenze.

E dove le metterò adesso – senza palmare – le fondamentali? Prendo in mano il Nokia N70 e in 3 ore riesco a farlo dialogare con Outlook. Ora si trasmettono numeri di telefono e appuntamenti, così posso digitarli sulla tastiera grande anziché intestardirmi sui tasti troppo piccoli dell’N70 dannato. Per passare ad Outlook i dati del Palm Desktop serve un programma che converta i file da dba a cvs. Poi aggiorno Outlook per collegarlo al Calendar di Google.

Io non so se l’N70 sarà in grado di soddisfare le mie esigenze di organizzazione. Non ha il copia e incolla, cosicché rimandare le attività mi costerà un transito su Outlook. In contesti professionali, poi, tirare fuori dalla borsa un palmare o un cellulare fa tutto un altro effetto: per esempio a scuola il cellulare è vietato e poco serio, anche se lo uso per segnare i voti.

Faccio una prova, ma non so quanto resisterò senza my sweet palm. Il palm mi rendeva geek, ora col cell  in mano sono un po’ bimbominkia.

Nuovo servizio anti-nostalgia sul tuo cellulare!

palermo

Una mia amica ha avuto la gentilezza di farmi sottoscrivere un servizio SMS di cui lei si occuperà personalmente. Mi manderà dei messaggi che mi convincano a restare lontana da Palermo di volta in volta per motivi diversi. Dalle quattro righe del mio display emerge ad esempio che alla lunga mi annoierei, mi mancherebbe perfino la nostalgia. Oppure mi dice che stasera non c’è niente da fare.

E come certe notizie dal mondo ti piombano sul cellulare nel cuore della giornata e fanno uno strano effetto da cornetto e cappuccino con una spruzzata di strage islamica, così ogni tanto nel bel mezzo della pianura mi arriva voce di un pomeriggio caldo orribile, estivo precoce che brucia le mura e costringe a casa ibernati. Mi arriva voce delle risse che aumentano in via Candelai a spargere sulle strade ciottolate un alone di ghetto e da gangs in guerra.

Il servizio è gratuito. Per sottoscriverlo basta avere: un amico disponibile, un cellulare, fare le valigie, emigrare, talora morire di mancanza.