Il desiderio di fotografare secondo Baudrillard (sì, vabbè)

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Per Jean Baudrillard, il padre della postmodernità, il desiderio di fotografare nasce dal fatto che il mondo, così com’è, appare molto deludente. E nelle foto raccolte in “Al di là della fine…” (Reggio Emilia, Palazzo Casotti) mostra degli attimi in cui la delusione è sospesa: oggetti illuminati da una luce sovrumana nel momento di loro maggiore bellezza, un raggio dalla finestra proprio sul libro, un riverbero eccezionale intorno a una bicicletta. In pratica si tratta di una categoria di foto che definirei un po’ “sì, vabbè”, perché in quei momenti eccezionali le cose non sembrano le cose, ma come un attimo prima non erano e un attimo dopo non saranno.

Quando ogni tanto camminando mi imbatto in queste immagini un po’ “sì, vabbè”, mi sembra che la luce le falsifichi anche senza la fotografia e nemmeno mi prendono più in giro perché ho letto da Jean Baudrillard che il mondo così com’è appare molto deludente.

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L’italiano degli sms e l’emigrazione degli italiani

tra sguardi

Dentro Fotografia Europea 2009, un festival made in Reggio Emilia, ogni anno c’è una mostra in cui giovani scrittori e fotografi si ispirano a una stessa fonte. Stavolta il tema era la vita e l’opera di artisti contemporanei della zona, piuttosto conosciuti.

Io mi sono ispirata all’opera di William Guerrieri, un fotografo a cui piace accostare le immagini in base alla forma, al soggetto rappresentato o perché ritraggono uno stesso luogo in due diversi momenti della storia. Dice che a volte gli errori tecnici rendono le foto più belle. Si è occupato anche di Alta Velocità ed è il coordinatore di Linea di confine.


TAV

Cara Rosalba, ho visto la tua fotografia e prima ancora di conoscerti sento già che ti voglio bene. Tuo cugino mi dice che state tutti bene a parte tuo padre. Per il disturbo che ha io credo che col freddo peggiora. Le case non sono riscaldate e i dolori vogliono il caldo. Come farai con l’acqua ora che tuo padre non si può muovere? Se penso che a V. hanno l’acqua e a C. no mi viene una rabbia! Io qui in casa vado all’acquaio e ce l’ho calda e fredda. Per fortuna l’anno che viene tu e tuo padre venite e possiamo vivere tranquilli la nostra vita qui in Australia. Io sto bene. Tutti i giorni mi faccio di brave passeggiate a mio piacimento. Vado sempre in piazza a vedere la frutta; com’è bella! Saluti da parte mia a tutta la famiglia, ti bacio con tanto affetto,

Giovanni

parto da roma alle15,alle18.10 già a milano non venire in staz prendo metro thx nn vedo l’ora di vederti | :-) ti aspetto x axtivo, civepo | tra 2h sono lì.nn ti ho mai visto ma già nn posso stare snz te M manki! | Anke tu, xò aspettiamo di vederci, in fondo nn c conosciamo!cmq hai una voce super!!! | Treno in ritardo ti kiamo dopo tieni cell acceso. 1kiss | dicono1h d ritardo ke palle! :-[ scusa arrivo dp | c6?arrivato mio sms? dicono1h d ritardo #:-oTi kiamo qnd arrivo | xké nn m risp???senti,arrivo alle 9 TAV di merda

c6?

Verità sconcertanti dai test di Facebook

pallone calcio

Il mio amico Giulio Tassoni si è sottoposto a uno dei tanti test di Facebook che impazzano in questi giorni sulle nostre bacheche. Ha scelto in test “Quale boss di San Pelle sei?”, laddove San Pelle(grino) è un quartiere di Reggio Emilia in cui sono cresciuti lui e tutti i suoi amici ora trentenni. Giulio Tassoni ha risposto con sincerità a tutte le domande e, alla fine, ecco il risultato: “Sei Giulio Tassoni”. Con tanto di descrizione dettagliata del suo carattere. Gli altri risultati possibili portavano il nome di altri personaggi della zona.

Questo test se l’è inventato un ragazzo di quindici anni che gioca sempre a pallone da quelle parti.