Come diventare Anti-facebook

antifacebook

Come si fa a diventare Anti-facebook?

Google – a cui la gente rivolge domande sempre più lunghe e articolate – offre diverse soluzioni:

– iscriversi a Twitter, che è anti-facebook perché è più leggero e immediato e perché non si è lasciato acquistare da Facebook

aprire un profilo myspace o su last.fm e chiamarlo “anti-facebook”

– forse anche passare a Google Latitude, che visualizza geograficamente gli amici

– rendere Facebook meno invasivo attraverso degli add-on per Firefox: potrete vedere chi è in chat pur rimanendo off-line e non essere controllati dai servizi segreti pubblicitari

– iscriversi a Hatebook, che vi permette di diventare amici dei nemici dei vostri nemici.

Oppure, per non restare infognati in qualche altro social network nel tentativo di sfuggire a Facebook, secondo Google un’alternativa c’è: cancellare il proprio profilo come questi ribelli inglesi o non aprirne mai uno. Col rischio di mancare a tutti gli eventi che contano.


Annunci

La forza centripeta di Facebook

forza centripeta

Facebook ha il risucchio. Aspira a inglobare tutte le altre piattaforme. Cos’ha di nuovo? La chat c’era già su Skype, su Flickr le foto, su Friendfeed i link e su Lastfm la musica. Ma adesso tutte queste funzioni sono disponibili entro un unico social network. Comodo per chi non ha tempo o non ricorda le password, per chi cerca di combinare un’identità unitaria e di presentarla al web. E poi ti evita di shiftare da una scheda all’altra all’impazzata, dandoti contenuti di vario genere tutti mischiati: altrimenti il multitasking brucia il cervello.

Facebook ha il risucchio. Cerca di tenerti dentro i suoi confini. Si fa nutrire dai blog metabolizzando i post e trasformandoli in note, e così tiene la conversazione di commento al di qua delle proprie pareti, visibile solo ai face-amici. Mangia le foto di Flickr. Sa trasformarsi in Twitter. E ti sconsiglia di uscire fuori a prendere aria, di navigare a piede libero con un sano istinto d’esplorazione.

Facebook ha il risucchio. Sintetizza le cose importanti secondo i criteri di scelta delle persone con cui hai deciso di condividere la vita o ti sei trovato a farlo per incoscienza o intenzione, e con la sua selezione delegata ti propone un pezzo di verità così com’è: solo un pezzo di verità, ma è pur sempre un attimo di sollievo nella rete oceanica. E così Facebook ci alfabetizza e diventa un sostituto rassicurante del web.

La forza centripeta di Facebook fa confluire le attività quotidiane nella sua interfaccia, vuole sostituirsi al naturale moto libero delle cose. Ma non potrà mai tenere la terra attaccata al sole, la luna alla terra.