Il trattino sta morendo. Ucciso dal cancelletto

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Gli hashtags sono delle parole chiave (/tags) di un breve messaggio su Twitter (/tweet) segnalate  volontariamente con un cancelletto (#). Nella colonna a destra c’è la classifica (/Trending topics) delle parole più scritte – cancellettate o no – in quel dato momento. E di questo abbiamo già parlato.

La relativa novità è che il trattino sta morendo. Cominciamo dall’inizio: gli hashtags non sono solo parole, ma anche frasi intere o a pezzetti, sintagmi. Per esempio, #iranelection, #indonesiaunite, #herewegoagain, #tweetmyjobs… Ora, la tendenza è quella di non usare il trattino né lo spazio in questi hashtags. Infatti, tutto quello che è seguito da un cancelletto viene trasformato automaticamente in parola cliccabile; ma se le parole sono separate da un trattino, questa fortuna spetta solo alla prima della stringa: è per questo che il trattino sta morendo.

E frattanto la lingua inglese si trasforma. In un hashtag entrano in composizione più parole; per meglio dire, le parole si accostano senza minimamente trasformarsi, assumendo una lunghezza che ricorda quella dei paurosi composti del tedesco, ma stavolta nessuno si sconvolge. E senza desinenze interne né fenomeni di crasi o tamponamento (/scomparsa di alcune lettere), tant’è che le singole parole più o meno si riconoscono, di solito anche la loro relazione e qualche volta anche il significato.

Negli Stati Uniti, dove tutto questo sta succedendo prima che qui, c’è anche gente che si diverte ad aggiungere un cancelletto a ogni parola, vanificando il senso dell’hashtag. Lì, accade tutto prima che qui: inventano anche nuove scemenze.

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Dopo il punto e virgola si mette la maiuscola?

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No, dopo il punto e virgola non si mette la maiuscola. Potete fidarvi, è così. Sono laureata in Lettere, fidatevi. Siete in tanti a finire su questo sito in cerca di una risposta. Evidentemente su internet non ci sono molti altri posti dove trovare informazioni sull’argomento, e perciò finite tutti su questo sito che non è dedicato alla grammatica ma a come le nuove tecnologie ci cambiano il cervello. Se tutti finite qui,  è perché la rete è piena di informazioni inutili e non sempre sa rispondere alle domande. A volte – per certe cose – servono i libri, o anche i siti intelligenti che val la pena di navigare.

Ma non scoraggiatevi. Stavolta, alla fine, è andata bene. Adesso sapete che dopo il punto e virgola non si mette la maiuscola, ma la minuscola. A meno che, ovviamente, non stiate per iniziare la frase con un nome proprio come “Milano” o “Gianluca”, oppure un discorso diretto virgolettato: in quel caso sì, beh. Per il resto, la maiuscola si usa solo dopo il punto, il punto interrogativo e il punto esclamativo.

Poi, visto che ci siete, se vi interessa sapere come le nuove tecnologie ci cambiano il cervello, questo blog è per voi. Piacere di conoscervi.

#hashtags: il cancelletto delle libertà

hashtags

Vi ricordate quando il cancelletto (#) era un tasto inutilizzato del telefono? Adesso addirittura serve a evidenziare le cose più importanti in una frase, nei casi in cui non è possibile né sottolineare né evidenziare. Almeno su Twitter. Su Twitter, scrivi 140 caratteri e piazzi dei bei cancelletti (#) aderenti alle parole chiave (hashtags), per esempio #così. Un metodo di scrittura che favorisce chi cerca informazioni veramente pertinenti su un dato tema. Su Twitter non cercherai “dio” ma “#dio”, in modo da veder apparire solo i risultati in cui “dio” è veramente pertinente.

Infatti, è inutile dire che “dio” è molto più pertinente nel twit:

#dio c’è

anziché in:

oh mio dio selena si è tagliata i capelli :D

Inoltre, su Twitter tutte le parole cancellettate sono poi disponibili in ordine di popolarità nella colonna a destra, come Trending topics. Oggi, per esempio, al secondo posto si classifica #iranelection. Una cosa di cui tutti parlano  (almeno su Twitter, l’unico posto che è riuscito a gabbare la censura).

Se non s’è capita questa spiegazione, puoi sempre guardare le figure di questo video. Se vuoi provare come funziona, vai al Twitter Search.

Il cancelletto è una new entry rivoluzionaria nei motori di ricerca. Google, per esempio, il cancelletto neanche lo vede. Non vede nemmeno le virgole e i punti, Google. Così se cerchi “dio” trovi il suo nome invano. Dalle argomentazioni sulla sua esistenza alle bestemmie, tutto mischiato. Nei risultati di Google “dio” è ovunque, anche dove a nessuno è venuto in mente di evidenziarlo.