Come diventare Anti-facebook

antifacebook

Come si fa a diventare Anti-facebook?

Google – a cui la gente rivolge domande sempre più lunghe e articolate – offre diverse soluzioni:

– iscriversi a Twitter, che è anti-facebook perché è più leggero e immediato e perché non si è lasciato acquistare da Facebook

aprire un profilo myspace o su last.fm e chiamarlo “anti-facebook”

– forse anche passare a Google Latitude, che visualizza geograficamente gli amici

– rendere Facebook meno invasivo attraverso degli add-on per Firefox: potrete vedere chi è in chat pur rimanendo off-line e non essere controllati dai servizi segreti pubblicitari

– iscriversi a Hatebook, che vi permette di diventare amici dei nemici dei vostri nemici.

Oppure, per non restare infognati in qualche altro social network nel tentativo di sfuggire a Facebook, secondo Google un’alternativa c’è: cancellare il proprio profilo come questi ribelli inglesi o non aprirne mai uno. Col rischio di mancare a tutti gli eventi che contano.


Espimi il tuo apprezzamento (in plain italian)

esprimi il tuo apprezzamento

A qualche giorno dall’introduzione dell’apprezzamento, ecco un bollettino sullo stato della situazione:

1. il pulsante sta penalizzando per il momento la voglia di comunicare con parole proprie: qualcuno nota che il numero di commenti è diminuito;

2. “Esprimi il tuo apprezzamento” nella versione inglese di Facebook è “Like”, nella francese “J’aime”, in spagnolo “Me gusta”, in tedesco “Gefällt mir”: tutte decisamente più concise e accettabili della versione italiana;

3. contro il pulsante sono sorti diversi gruppi in rete: “Io odio il pulsante Esprimi il tuo apprezzamento”, “Esprimi il tuo apprezzamento ma anche no”, e altre cose più turpiloquie;

4. in ogni caso, l’apprezzamento dato può essere rimosso, a dispetto di alcuni falsi allarmi; e questo non genera una nuova notifica di Rimozione apprezzamento.

Insomma. “Esprimi il tuo apprezzamento” non piace. Quali sono le alternative disponibili in plain italian? condivido / mi piace / apprezzo / sono d’accordo. Ma vanno bene per tutti gli usi? Posso “condividere” il fatto che una foto sia stata taggata? “Essere d’accordo” con lo status di un altro o con un video in giapponese? Posso dire che già profondamente “apprezzo” un’amicizia appena nata? La varietà delle espressioni di status e di tutti gli elementi pubblicati non merita un commento standardizzato.

Fate una cosa, voi di Facebook: toglietelo. Noi ci arrangiamo. Magari scriviamo i commenti. Sì, i commenti, con le paroline nostre imparate.

i am neurotic

neurosis2Vi è mai capitato di spegnere e riaccendere la luce più volte, per scaramanzia? Certo che sì, capita a tutti. Ma vi capita anche di bruciare il cerume depositatosi sul cotton fioc, ogni volta che vi pulite le orecchie? Se è così, allora la vostra è una storia da raccontare.

I am neuronic è una raccolta di manie, nevrosi, fobie del nostro tempo. Avete la possibilità di commentare, condividere o associarvi nel mal comune/mezzo gaudio. C’è uno che, quando sale sulla scale mobili, si premura di essere a 4 gradini esatti di distanza da chi lo precede. Uno non riesce mai a mangiare davanti agli altri, a meno che a loro volta questi non stiano mangiando. Un altro dice che, se ha la chewing gum in bocca e qualcuno gli domanda cosa gli va di mangiare, non riesce assolutamente a rispondere. Prima deve buttare la gomma e poi riesce a pensarci e a dare una risposta.

Le vie della paranoia sono infinite. Accendere e spegnere il phon 3 volte durante l’asciugatura. Lavarsi le parti del corpo sotto la doccia sempre nello stesso ordine: shampoo, viso, balsamo, dorso, braccio sinistro, braccio destro, inguine, gamba sinistra, gamba destra, schiena, natiche. C’è uno che, ogni volta che mangia al ristorante, se per caso non finisce tutto il cibo nel piatto, quando il cameriere sopraggiunge per ritirare il piatto sente il bisogno di scusarsi e di dire che il cibo era buono, assolutamente buono, nulla da ridire sul cibo, ci mancherebbe, solo che ha già mangiato prima ed è sazio, davvero, nulla da dire, è solo questo. E se non lo fa, se per caso va via senza spiegare, loro penseranno di sicuro che è uno sprecone o uno che non apprezza le cose. Meglio non dimenticarsi mai di dirlo, o loro lo penseranno, che non apprezza le cose, lo giudicheranno, se se ne dimentica, meglio non dimenticarlo.

Prendila + delicious

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Io, a tutti quelli che pensano di non avere combinato niente navigando, gli direi: ma fatti delicious, così non penserai che stai perdendo la memoria per le droghe il sonno lo stress, ma che stai solo trasferendo sottochiave i tuoi stimoli durante la navigazione. Ci puoi entrare solo tu con la tua password e se vuoi il tuo network, ma il network su delicious è solo un accessorio e puoi tenerti il tuo delicious tutto per te isolato, un delicious do-not-share. Anche perché su delicious ti agevolano nell’archiviazione dandoti dei tag tuoi personali e trasversali, e i vecchi Preferiti di Explorer da quel momento in poi ti sembreranno tutti gabbiosi e rigidi. E vedi l’archivio crescere ordinato giorno dopo giorno coi tuoi occhi.

Dentro delicious ci metti quello che vuoi, pure i siti horrorhorribilis selezionati per bruttezza e fai fatica a chiamarli Preferiti.

Io, a tutti quelli che pensano di non avere combinato niente navigando, che si iscrivono ai gruppi Anche io tra messenger e Facebook neanche oggi ho concluso un **zzo…”, gli direi: La prossima volta dimmelo prima di chattare, che non ero un elemento costruttivo della tua giornata, una fonte di eventi determinanti, una voce del tuo curriculum.

Social shopping

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A New York alcuni negozi, dopo che Obama ha vinto grazie a Facebook, hanno inserito dentro ai camerini delle postazioni con touchscreen multimediali e specchi che permettono a chi prova gli abiti di ricevere i consigli degli amici connessi da casa [fonte: ItaliaOggi]. Con l’intento di rendere ancora più accattivante l’esperienza dell’acquisto, in tempi di crisi.

In attesa che la moda investa anche l’Italia dei saldi, provo a figurarmi come sfruttare appieno le potenzialità del network:

creare un album dal titolo inequivocabile e palesemente urgente, per attirare l’attenzione dei friends. Titoli suggeriti: “Camicia viola o grigio chiaro: che fare?” o “Abito scozzese a 79 euro: mi conviene?”

cambiare lo status in “Aiuto! Sono in un camerino e non so che fare” o “Urgente! Quale vestito compro???”

creare il gruppo “Quelli che in camerino entrano nel panico!!!” e inviare un messaggio ai membri

contattare gli amici on line via chat, eliminando i preliminari e le frasi di chiusura per favorire il rapido reperimento delle informazioni salienti.

In ogni caso, vista la durata media delle operazioni suddette, è possibile prevedere un aumento significativo del tempo di permanenza dei camerini, con conseguenti ricadute negative sulla soddisfazione del cliente in attesa, sull’appeal del punto vendita, sull’industria della moda e dei settori annessi.

Io spero che nel laboratorio di Facebook creino al più presto un’applicazione dedicata in salsa Game. In modo che non solo i miei amici ma TUTTO IL MIO NETWORK possa rapidamente comporre il mio look ideale in base a informazioni dettagliate che ho inserito preventivamente nel mio profilo e al campionario digitalizzato dei capi disponibili in negozio, applicabile al mio avatar. O il social-shopping non risolverà la crisi economica. Andremo in bancarotta grazie a Facebook.

Face Beauty

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Non è bellissimo che con pochi clic se ti va puoi inventarti un gruppo? Non è bellissimo che una persona possa chiedere agli altri di prendere una posizione sempre un po’ YES/NO su tutte le questioni della vita? Se ti iscrivi o non ti iscrivi a “Io sono Antifascista” o a “Prendiamo a mazzate i Babbo Natale appesi ai balconi”? Non è bellissimo chiedersi su ogni cosa YES/NO e che l’info-identità sia fondamentalmente la somma di opzioni binarie? E che il numero esorbitante di fan di Pollon riesca a rovinare il mio geloso ricordo d’infanzia, di solito condiviso solo con gran sorpresa di sguardi e sobbalzare sui divani?

Non è bellissimo che una persona individuale possa inventare un gruppo e rimanerci da solo?