Il Loremipsum salverà la Costituzione?

Lorem ipsum

Il Loremipsum è uno dei testi più famosi d’Italia, non c’è dubbio. Forse più della Costituzione. Infatti grafici e webdesigner, quando impaginano i layout e devono infilarci del testo riempitivo finto e far capire al cliente l’effetto che fa, lo pescano sempre da un pezzo di latino del “De finibus bonorum et malorum” di Cicerone. Non dall’originale, ma dalla versione sgangherata e intermittente venuta fuori nel 1500 dall’idea di un tipografo che provava i suoi caratteri. Pescano pezzi di Loremipsum dove capita, li tagliano dove serve, li copiano e incollano fino a riempire l’ingombro.

Il Loremipsum è un frammento pseudocasuale di una frase più lunga, secondo cui “neque porro quisquam est qui dolorem ipsum quia dolor sit amet, consectetur, adipisci velit”, eccetera. Quel che serve del “De finibus” è una stringa di lettere saccheggiate senza osservanza del significato. Con buchi morfosintattici irrilevanti, perché tanto trattasi di latino storpiato, per non attirare troppo l’attenzione sul messaggio. Hanno pure un generatore automatico di Loremipsum, i grafici. E così il Loremipsum viaggia di mano in mano coi layout.

La visibilità riservata al Loremipsum è eccezionale. Provate a moltiplicare. Nemmeno la Costituzione. Per questo a Cosimo Bizzarri copywriter è venuto in mente di promuovere l’uso della Costituzione come testo finto, per farla girare in migliaia di copie senza che nessuno se ne accorga. Per metterla ogni tanto davanti agli occhi, ricordare che c’è. Questo è il gruppo su Facebook, qui c’è invece il tutorial per usare rapidamente il testo in Indesign.

Pensate, il Loremipsum è rimasto più o meno lo stesso dal 1500. La nostra Costituzione, chissà. Usare i primi 12 articoli serve a tenerla presente, ma anche a fissarla in una versione standard, farla sopravvivere. Fissarla prima che la cambino sul serio, taglino dei pezzi, peschino dove capita, la saccheggino e non per finta. Che dicano che è eversiva o filosovietica. Che ne producano una tutta lucente. Magari con l’ausilio di un generatore automatico. Dopodicchè ci terremo la nostra nuova Costituzione: copiaincollata, venuta fuori com’è.

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My desktop: il concorso

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Repubblica.it lancia il concorso “Il mio desktop”: inviate le foto delle vostre postazioni e dello schermo personalizzato del vostro pc. Le migliori immagini saranno proiettate durante il FotoGrafia Festival di Roma.

Manderò la foto tale e quale del mio desktop grigio minimalista riposante, perché il grigio è il nuovo bianco. Non ha neanche i nomi dei programmi ma solo lettere dell’alfabeto perché tanto dall’icona si capisce e adesso viviamo nella civiltà dell’immagine.

Ha proprio ragione, Repubblica.it: oggi la personalizzazione si concentra sul desktop.