Deficit dell’attenzione: l’ultima cura contro la depressione

“Le persone che tendono a rimuginare sono più inclini a cadere in depressione” – leggo sull’Internazionale. “Dato che il rimuginare occupa completamente il flusso di coscienza, numerosi studi hanno dimostrato che i soggetti depressi fanno fatica a pensare ad altro”, continua Jonah Lehrer ben informato sugli sviluppi della scienza.

Con la diffusione delle nuove tecnologie, il deficit d’attenzione è destinato a crescere. Un giorno non lontano – allora mi dico – verrà meno il contesto in cui la depressione può attecchire e finalmente guariremo dalla depressione col deficit dell’attenzione. No?

La depressione è il male del nostro tempo, ma è un tempo che sta per finire. Se è così, lascerà il posto a qualcos’altro: ansia, attacchi di panico, crisi di pianto… Chissà cosa! Una specie di malessere cronico in cui, senza pensare a niente in modo ossessivo, senza tornare insistentemente sugli stessi pensieri, o forse semplicemente senza pensare a niente, si manifesta un senso di vuoto e la caduta dell’interesse vitale, senza trovare parole da dire o da ripetere o discorsi da fare.

Un test sul Disturbo da deficit dell’attenzione (un regalino del multitasking)

ritalin

Ricerche scientifiche dimostrano che il multitasking è spesso alla radice della sindrome del Disturbo da deficit dell’attenzione e di molti altri malesseri, come ad esempio la stanchezza cronica, lo stress, l’ansia, la sensazione che la memoria non sia più così efficiente come lo era una volta. Il multitasking può indurre una risposta di stress producendo adrenalina. Se questo processo va avanti per un periodo prolungato nel tempo, può danneggiare le cellule che producono la memoria a breve termine.

Soffrite già del Disturbo da deficit dell’attenzione? Io sì. Non rispetto i turni di parola, temo di dimenticare cosa sto per dire, annuisco anche se non seguo, mi annoio maledettamente. Tante altre cose, e soprattutto questa strana sensazione di palline-che-rimbalzano-nella-testa.

La conferma arriva da un test trovato in questo sito. Per fortuna Google e Delicious fungono da strumenti compensativi e mi aiutano a recuperare i link, visto che la memoria non è più efficiente come lo era una volta.

La soluzione? Posso assumere del Ritalin, somministrato in gran quantità agli studenti negli USA. Ma non so se riuscirei a sopportare la tossicodipendenza.

In compenso, gli psicologi cognitivi hanno trovato che c’è un rapporto inversamente proporzionale fra concentrazione e creatività. Gli individui più bravi nel focalizzarsi su un compito e nel filtrare le distrazioni tendono a essere meno creativi.

Queste e altre considerazioni farmaceutiche sono disponibili su una rivista di carta, Wired del mese scorso. Me ne ricordo, l’ho letto lì, me ne ricordo. Anche senza Google.

Forse non tutto è perduto.

Session Experience: una soluzione contro il Deficit di attenzione da multitasking

session experience

Il multitasking causa Deficit di attenzione e disturbi della memoria, si dice da un po’. Forse anche una pandemia di Alzheimer precoce o sindromi che ancora non esistono. Ma io confido nella relatività dei valori, quindi nell’emergente importanza del frullatore sull’enciclopedia: non solo archiviare, ma anche triturare, sminuzzare, mischiare dati per ricomporli a modo proprio.

Perciò ho preso a giustificarmi delle mie dimenticanze dicendo che non ho scordato il piucchepperfetto latino, no. L’ho solo sostituito con qualcos’altro. Ma nello stesso tempo confido nelle capacità di adattamento dell’essere umano e di creare tempestivamente strumenti per ridurre l’handicap.

Nel web che vorrei, per ripassare le informazioni e non dimenticarle, esiste un dispositivo che ti fa riattraversare la sessione ripercorrendo la cronologia con modalità cinematografiche, ma con una velocità 2x o 4x o il x che ti pare, secondo i ritmi preferiti per il ripasso. Riportandola a queste modalità schiettamente scolastiche, è possibile che la memoria – per quanto laterale – sia capace di trattenere qualcosa.

Grazie a Session Experience, sopravvivremo e godremo di una buona reputazione anche senza una connessione a portata di mano.