Cyrano 2.0

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Cyrano è un eroe moderno che si nasconde per parlare d’amore. Ha un avatar di nome Cristiano, un bello senza belle parole. Sul web cercano in tanti il coraggio, parlando senza farsi vedere. Cyrano_Smith, Cyrano_73, Cyranomoreno. Cyranoj, Cyrano_xu, Cyranoszolgalat…

Non ridete alle loro parole, sono solo ombre (e lei, Rossana, il sole). Sono Signori di Bergerac. In vita saranno tutto, e lo saranno invano.

Lasciateci approfittare per una volta di quest’occasione che ci è data… di parlare così, dolcemente, senza vedersi. Il cuore non fa che nascondersi dietro lo spirito per pudore.

In vita saremo tutto, e lo saremo invano. E se lasciassimo perdere la letteratura per fuggire verso spazi più ariosi? Se invece di bere goccia a goccia da un ditale dorato l’acqua insipida di un fiumiciattolo, cercassimo di vedere come l’anima si disseta bevendo a fiotti dalle onde d’un grande fiume?

(thanx to Rostand/Guccini)

Verbicidio colposo

matrimonio

Le parole cambiano significato col passare del tempo. A volte il significato si restringe o si perde per ragioni televisive, come il “tugurio” ridotto all’accezione da Grande Fratello, ma pur sempre protagonista di un rinnovato periodo di notorietà: resta un ambiente angusto e squallido, ma si gode la luce dei riflettori.

Questo meccanismo diabolico può rivelarsi una fortuna se applicato in modo intenzionale. Creare un nuovo significato per una parola significa anche distogliere l’attenzione dal significato precedente, fino a che quest’ultimo addirittura non si perde, passano le generazioni e resta solo nei dizionari.

È quello che potrebbe accadere al matrimonio, se la gente su Facebook comincia a dichiarare di essere sposata con qualcuno degli amici, e il giorno dopo cambia idea sposando qualcun altro. Le bacheche in poco tempo si riempiranno di una serie di “sposarsi”, Lucia sposa Leonardo e poi Andrea e poi Federico, ma anche Maria sposa Roberto e poi Riccardo e chissà chi. Ma tu sei ancora sposata? ho chiesto alla mia coinquilina impegnata a girare il risotto. Aveva festeggiato il face-matrimonio da meno di 24 ore, con uno conosciuto la sera prima.

Abusando del termine, si può sperare che questo col tempo perda le sue accezioni condivise e ne acquisti delle altre di nuova concezione. Noto con piacere che i ragazzini di 12 anni gridano in coro “prof, ti stimo”, e lo gridano anche all’altra prof e all’educatore che passa per i corridoi della scuola, perché la stima è una cosa eccessivamente seria e da giudizio universale onnicomprensivo, è un’idea così poco compatibile con la mia valutazione limitata di cose e persone che non riesco ad assegnarla a nessuno, men che mai a me. È una cosa da mitigare. Così mi astengo dai verdetti complessivi, ma custodisco gelosamente la capacità di apprezzare e ammirare in base alle informazioni di volta in volta in mio possesso.

Visto che l’abuso ha tendenze verbicide, si tratta solo di selezionare accuratamente la vittima e cercare alleati. Quale accezione far fuori?

Chiunque intenda abbassare la carica semantica del matrimonio, dunque, oggi ha un’opportunità in più: sposarsi. Conviene approfittare del vuoto legislativo che c’è su Facebook in tema di unioni. Magari lo colmano da un giorno all’altro e ci impediscono di sposarci con leggerezza.

Esprimi il tuo apprezzamento trascende ogni mio controllo

Tornando ad Esprimi il tuo apprezzamento, e alla maltraduzione dall’inglese Like/OK (usato per votare e per dire che Esprimi il tuo apprezzamento su altre piattaforme in rete come FriendFeed o su raccolte di notizie votabili come OKNOtizie), mi chiedo perché mai si è scelta questa formula d’altri tempi per il semplice consenso. E mentre su Facebook son tutti impegnati a sperimentare le possibilità dell’Esprimi il tuo apprezzamento o a dirselo a se stessi o a produrre effetti esilaranti Esprimendo il proprio apprezzamento per il raffreddore altrui, per un attimo abbacinati dalla votabilità dell’Universo, io covo un crescente fastidio estetico a vedere Facebook tempestato di prolisse Espressioni di apprezzamento ma anche solo dalla semplice potenzialità dell’apprezzamento espressa da quel pulsante sempre disponibile: Esprimi il tuo apprezzamento. Facebook è così tempestato che tempesto anch’io questo post, scusate.

Ora, vedendo i profili Facebook imbrattati da questo sentimento unico e floreale – come dicevo nel post di poco fa – mi è balenato in mente un parallelo cinematografico.

C’è una scena in indimenticabile ne Le Relazioni Pericolose in cui John Malkovich/Valmont, per suggellare una lunga serie di inganni seduttivi, dà prova di abilità retorica mollando l’amante Michelle Pfeiffer/Madame de Tourvel. In quella scena indimenticabile John Malkovich ripete una ventina di volte in modo ossessivo-ipnotico una stessa frase: Trascende ogni mio controllo. E con questo affonda il coltello nella piaga della Madame Abbandonata affranta dal dolore, Trascendendo ogni suo controllo.

Guardatela, guardatela. Un capolavoro di crudeltà, in cui John Malkovich appiccica questa frase irritante dove gli serve, con modo e tono decontestualizzati: perché tanto Trascende ogni suo controllo.

Ecco. È questo l’effetto irritante che mi fa Esprimi il tuo apprezzamento.

Eternità zippata

“amxse” è l’ “amore per sempre” degli sms. Trovandone uno sul cellulare, non sarei stata in grado di apprezzare. Le parole tamponate hanno perso dei pezzi e anche il solito “x” è irriconoscibile. Mai visto niente del genere: male.

Infatti l’abbreviazione non enciclopedizzata è in sé un neologismo. Certi neologismi nascono da modelli. “Tendopoli” aiuta a capire “tangentopoli”, e dopo “tangentopoli” anche “calciopoli” pare meno improbabile. Altri neologismi se ne fregano dei modelli e sono come i verbi irregolari peggiori, devi impararli a memoria quando li vedi. Per questo contengono il rischio di rallentamento dell’intellegibilità.

I tamponamenti e le stragi radicali fanno saltare i fondamenti della comprensione, distruggendo i telai del significato.

Nel caso di una dichiarazione d’amore eterno può diventare tutto più divertente e complicato.

Se t’inventi un amxse su due piedi e lanci invia, per chi lo riceve sarà la prima volta e forse interdetto non capirà.

Se l’amxse circola da un po’ da un cellulare all’altro, per chi lo riceve forse non è la prima volta, magari gliel’ha già detto qualcun altro. Questo lo aiuterà ad afferrare, ma dalla seconda volta in poi la sua illusione giovanile sull’immortalità delle relazioni sarà miseramente fallita.

Ma può anche darsi che vi rimpalliate da un po’ quell’amxse. Uno lo ha inaugurato, l’altro l’ha ricevuto e prima di riutilizzarlo ha chiesto spiegazioni. Allora l’amore eterno vi sarà costato almeno 2 sms.

In quest’ultimo caso, credo che dopo un po’ il giochino cominci comunque a funzionare. Sorriderete a distanza cogli occhi sul display in due punti diversi della terra, incollati da un sentimento digitale. Succede così e succederà anche stavolta, come succede sempre, milioni di altre volte. L’amxse è amare per sempre, ma solo dirselo in un sub-attimo.