Pioggia ghiacciata sotto scirocco: temperatura 2.0

L’Italia panoramica si racconta a ferro e fuoco sul web. Condividi-la-tua-temperatura. Per ogni volo cancellato c’è un modo fortunoso di tornare a casa per le feste.

Gli amici emigrati restano a far la spesa di Natale nei supermercati di Milano, perché la madrepatria è lontana se cade la neve. Si resta in casa, lana fuori cotone dentro. Baccalà e tortellini. Sappiamo quanto dura un ritardo e come cambia il tempo, strati di stoffa nelle case non riscaldate della Sicilia sotto scirocco. Prima della valigia si contratta l’abbigliamento in bacheca tra piumino e cappotto. Lana dentro cotone fuori: due maglioni fra le pareti, la camicia per passeggiare. Mi accerto se sei arrivato anche senza la Christmas Card. Basta l’attività su feisbùc.

In libreria incontro ancora per caso belle persone che consigliano i libri. Un’amica in fila alla cassa mi chiede: sei tu? Sei tu in carne e ossa? È sfuggita al freddo di Parigi e l’avrei rivista presto a una cena nata in posta, dove tutti-rispondono-a-tutti e i padroni di casa non ne sanno niente.

Quindi sei tu? Provo ad accampare la carne e le ossa per occupare un bel posto in memoria, con la pelle e i capelli dei giorni che passano, e se cadono non tornano, e se allungano si tagliano.

Reale e virtuale tentano di accordarsi come strumenti in orchestra, provano a darsi una tregua e a convivere sotto lo stesso tetto. Gli amici non rientrano in liste e scombinano i posti. Alcuni, incontrati due volte negli occhi oppure cento on line, spostano la sedia per sedersi più vicini. Dopo 50 I like scatta il caffè al bar: dobbiamo costringerci a prenderne uno per limitare gli effetti collaterali dello stimarsi a distanza. Ho una risata stupida da presentare e parole confuse.

In Emilia di questi tempi c’è un ghiaccio che si forma in circostanze particolari. Trovo su Google il nome di quel ghiaccio con ghiaccio Emilia fenomeno particolari. Forse si chiama “pioggia gelata”, una forma di precipitazione solida di granelli di ghiaccio duri che fluttuano liquidi nell’aria finchè congelano all’istante una volta al suolo. Una patina di ghiaccio su quello che toccano.

Stanno avvenendo in questi giorni tanti fenomeni che non mi riguardano, mentre occupo un posto fisico nel Giardino dell’Alloro a Palermo. La neve e il volo cancellato, le stazioni piene e le strade ghiacciate. Il senso del caldo è nel vostro freddo, non c’è gelo senza tepore. Solo temperature sociali su scala globale, vite che si riscaldano o si raffreddano ognuna in relazione all’altra. Giudizi di valore rapportati alle latitudini, impressioni atmosferiche messe a confronto.

Cerco il mio posto sulla Terra con gli occhi al meteo, ma mi perdo a cambiar regione, nei viaggiatori in attesa, nelle nostre conversazioni delocalizzate. Freddo interno: anche l’aria diventa invernale man mano che mi entra dentro. Prendo la giacca. Esco di casa senza né carne né ossa, e non sono da nessuna parte.

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