Attacco E-book: primo elenco delle vittime

In attesa dell’avanzata degli e-book, grande new entry del Natale 2009, possiamo cominciare a compilare con calma la lista dei morti per ebookificazione. Non solo libri, ma anche abitudini, creazioni e posture: una lista delle idee in estinzione, quelle morte prima di prendere piede, o durabili non più di una stagione.

Una tra queste è la “poesia dorsale”, che per chi l’ha inventata è la poesia dei libri allineati sugli scaffali, coi titoli dei dorsi che parlano tra loro. Prendi una pila di volumi e prova a leggere i titoli come versi di un unico componimento: Avevo 20 anni / gli anni dell’amore perfetto. / In bilico / sospeso nel vuoto… / pensavo peggio: / infine / uno di meno. Oppure: Detto tra noi: / nella buona e nella cattiva sorte / per sempre è tanto. E così via.

La tradizione melensa italiana produrrebbe bizzeffe di poesia involontaria. Con la diffusione degli e-book, aumenteranno i libri pubblicati, ma non le poesie dorsali. Anche se esiste già qualche esperimento di poesia dorsale per e-book, rimontando con gli occhi i titoli da catalogo.

Come depositari di un’antica civiltà, ciascuno di noi ha un dovere morale: impari a memoria l’ordine dei dorsi in scaffale prima di smantellarlo. E poi abbandoni la vita mondana, vada a vivere su una collina e reciti l’ordine dei suoi dorsi a memoria, a chi non conserva più un ricordo dei libri e nemmeno degli scaffali.

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