Facebook contro il rumore informativo, la tv per l’opinione pubblica

berlusconi-abruzzo

Stasera spengo Facebook e accendo la TV. Ecco perché.

Su Facebook la fonte di informazione principale sono i nostri amici: gli immensi materiali del web vengono selezionati e resi finiti da un quotidiano lavoro di filtraggio condiviso. Facebook – secondo Zuckerberg – sarebbe più amichevole è personalizzato, e in questo senso più confortante e vincente, rispetto alla freddezza di Google. In effetti non ha torto. È probabile che l’opera collettiva dei nostri amici – ovvero, delle persone con cui abbiamo scelto di condividere pezzi di vita – ci offra notizie in sintonia con la nostra opinione. Ma più questa comunità ci assomiglia, più le informazioni scambiate rafforzano i nostri pregiudizi (Andrew Keen, Dilettanti.com).

Sono finiti da un pezzo i tempi in cui si osannava la rete perché “su internet c’è tutto”. Adesso la preoccupazione principale è stanare quel che vale la pena di conoscere, in una massa abnorme di dati. I social network si propongono di farlo attraverso una divisione del lavoro. E così Facebook vuol diventare una via d’accesso al web, anche nella ricerca: perché leggere le recensioni anonime disseminate in rete, quando posso sapere cosa pensa in merito un mio amico?

Risultato: non so più dove andare a cercare l’opinione pubblica. Ogni tanto mi viene voglia di saperla, l’opinione pubblica. Potrebbe essere in tv, so che non è sul mio Facebook, ma anche che probabilmente non esiste. Dev’essere colpa delle affinità fra me e i miei face-amici, del fatto che per stanchezza e mancanza di tempo mi lascio difendere da cavalieri inconsapevoli, congegni di filtraggio del rumore informativo. L’opinione pubblica non so cosa sia, però sembra qualcosa che non condivido.

Credo che dovrei correre qualche rischio, organizzare spedizioni al bar in cerca di discorsi un po’ sport. Credo che accenderò la TV, in questa serata in cui bisognerebbe tenerla spenta per difendere la libertà di informazione. Berlusconi consegna le prime case in Abruzzo: come faccio a sapere di cosa ingozza la gente?

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