(Life)stream of consciousness

JoyceJ_Ulisse

Prendi l’Ulisse di Joyce, che tutti conoscono ma in pochi hanno letto. Prendi Twitter, dove la lettura è incoraggiata dalla brevità. Mettili insieme: ecco uno degli esempi più seri di letteratura 2.0.

È il 16 giugno 2009. Per celebrare la lunga giornata particolare di Leopold Bloom, un gruppo di dublinesi scelgono di utilizzare Twitter per mettere in scena una performance social.

Diciannove personaggi, le cui vicende sono narrate in contemporanea nel decimo capitolo, raccontano in microblogging un’ora della propria giornata.

Gli spettatori, cliccando sui follow dei profili, hanno seguito in tempo reale la vita dei 19 personaggi. Ovviamente mescolata col resto.

Mescolata alle notifiche che avevano in home su vicende più o meno personali, più o meno informative o linkabili, dei propri following in carne e ossa.

Ne parla il sito dell’Independent, in un articolo in cui i paragrafi di testo raggiungono in media i 150 caratteri prima di andare a capo.

Pensavo fosse una fissa che mi è venuta da qualche giorno, scrivere così. E non un’idea che adesso sembra copiata. Però manca il contatore di caratteri nel tasto destro di Word. Manca. Manca.

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