Come difendersi dal rumore informativo in 5 mosse

tappi orecchie

Il rumore informativo è un disturbo causato dall’eccesso di informazioni, tale che anche l’elemento potenzialmente utile non viene riconosciuto, nemmeno individuato, o individuato con difficoltà.

È una conseguenza dell’esplosione informativa, ovvero di quel fatto aberrante per cui, se nella biblioteca di Alessandria tutto il sapere del mondo occidentale era racchiuso in 700.000 rotoli, adesso il totale delle pagine web supera i 600.000 miliardi. Tra articoli pubblicati, copiaincollati e ripubblicati, la qualità media per di più si abbassa ed è meno raggiungibile.

Il rumore scoraggia l’istinto di seguire virtute e canoscenza e provoca una stanchezza cognitiva che costringe molti a staccare, soprattutto se ancora dotati di buon gusto o di una certa profondità retrò che spinge alla ricerca di contenuti nutrienti.

L’antidoto al rumore sta nella condivisione. Condividere significa anche distribuire il peso e la responsabilità che comporta il lavoro di selezione tra una massa sovrumana di dati. Fra amici, face-amici e seguaci. In modo che la striscia di web che ci scorre ogni giorno davanti agli occhi possa somigliare il più possibile a quel che stavamo cercando.

Ecco alcune soluzioni per attenuare il rumore:

1.      nascondere i face-amici che ci annoiano: non se ne accorgeranno

2.      su Twitter, lasciare che chi ci ama ci segua, ma seguire solo chi ci interessa

3.      usare delicious anziché google in modo da visualizzare per primi i siti ritenuti più significativi da chi si è posto le nostre stesse domande

4.      costruire un network su friendfeed in base a (seri) interessi comuni su cui val la pena conversare

5.      affidarsi al caso e cliccare, ogni tanto, su google, “mi sento fortunato”, per accedere alla prima pagina della lista nella speranza che sia quella giusta.

4 pensieri su “Come difendersi dal rumore informativo in 5 mosse

  1. Sono daccordo con te su tutta la linea, l’esplosione informativa causa effettivamente una sorta di stanchezza cognitiva che fa passare la voglia di approfondire alcuni argomenti perché c’è troppo in giro (questo potrebbe creare una maggiore ignoranza?). Sulle soluzioni:
    face-amici nascosti = si, effettivamente funziona e alleggerisce la quantità di notizie inutili da dover leggere per operare una selezione perché non tutti gli amici che abbiamo su facebook è gente di cui ci interessa la vita. Un tempo il pettegolezzo girava solo all’interno di un paese (o sulle riviste di una edicola) adesso può girare nel mondo intero e non credo sinceramente che oggi l’uomo abbia le forze per operare sempre una selezione di notizie-buone/notize-cattive se le notizie sono troppe. Magari un giorno… quando saremo tutti più evoluti, se non saremo estinti… c’è qua da chiedersi se infatti resisteremo all’estinzione in modo da riuscire a continuare ad evolverci.
    Tuwitter, delicious: non si rischia però di non allargare le proprie prospettive? Se rivolgiamo l’attenzione solamente a chi è simile a noi, a chi si fa le nostre stesse domande, chi ragiona come noi, non rischiamo di non vedere al di la del nostro punto di vista? Non so quale potrebbe essere la soluzione, credo un nuovo modo di operare il processo di selezione. Non so quale potrebbe essere questo nuovo modo.
    Friendfeed: non conosco, lo provo, lo uso per un po’ e ti dico/dirò…
    affidarsi al caso: decisamente serve.

  2. bene tutto sempre ok d’accordo.
    in più:
    visto che per fortuna le persone non sono monotematiche (a meno che non abbiano l’Asperger, e anche lì sono una fonte preziosa), e visto che non siamo tenuti a scegliere following_me solo di un ambito della conoscenza, non credo ci sia il rischio di chiusura di prospettiva e anzi c’è un accostamento improbabile fra cose diverse. e allora non credo che sia a rischio una delle caratteristiche più affascinanti del web, la probabilità alta di imbattersi nell’inatteso di qualità, la serendipity con cui scopri la bellezza in ciò che non cercavi. fra qualche post mi chiarisco le idee e mi spiego, tu intatto metti pure carne al fuoco

    e comunque l’unica soluzione per capire resta fare esperimenti su di noi

  3. è vero che le persone non sono monotematiche e che hanno mille e più sfaccettature e magari non ti aspetti di trovare in una persona nulla di più oltre quello che cercavi in quel determinato momento e in quel determinato contesto. Io (parlo di me perchè non ho basi sociologiche su cui fare riferimento) tendo a navigare e ad operare una selezione ve… Visualizza altroloce, molto veloce e vengo attirata solo da alcune cose anzichè da altre e il mio tempo e la mia predisposizione/stanchezza mi fa saltare altre cose, e non so quanto questo aiuti a farmi veder le cose in modi diverso dal mio oppure no. Vero che mi imbatto nell’inatesso di qualità che è però molto raro vista la diffusione dei mezzi per creare contenuti.

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