Nativi, ibridi e tardivi nel mondo digitale: prove tecniche di estinzione

apocalypse

Su Wired di maggio Luca Sofri cì chiama ibridi, perché vecchi abbastanza da aver frequentato il mondo “di prima”, ma anche giovani abbastanza da avere abitato da subito il mondo “di dopo”. Una  categoria ridotta, mentre i nativi digitali avanzano. Poi ci sono i “tardivi” di internet, che si sono infilati nella rete solo da poco e credono che internet sia Facebook, e che Facebook sia l’universo. Sono attratti dalla sua forma accogliente e familiare, perché ci trovano cose che già in parte conoscono.

L’effetto – continua Sofri – è che internet si normalizza, perché viene ricolonizzato dai nuovi abitanti impegnati a ricostruire modelli per loro familiari. I tardivi sopravvalutano la propria esperienza e sono vittime di una “sbornia adolescenziale”, attratti dai meccanismi semplici di Facebook. E da lì spesso non si schiodano verso le lande numerose della rete.

A me questo articolo è piaciuto molto perché mi ha fatto capire cosa ci trovavo di patetico in quelli che parlano sempre di Facebook come se fossero i padroni del mondo e invece verranno i nativi digitali a schiacciarli come scarafaggi.

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