Facciamo che si sposavano (per Nintendo DS)

nintendo-ds

I miei cuginetti stavano litigando per il Nintendo DS. Eravamo in macchina nei sedili dietro, io e loro. Solo che il Nintendo DS aveva la sua batteria limitata prossima ad esaurirsi. La cuginetta grande se lo teneva stretto per completare la vestizione matrimoniale della pupina digitale: scegli l’abito degli sposi e degli invitati, scegli la grafica delle partecipazioni, la sala, la location della cerimonia. Scegli la colonna sonora nuziale, e più giochi più sblocchi colonne sonore nuove: tutte un riarrangiamento dello stesso tarattattà.

Il cuginetto piccolo sbraita per la sua dose di DS regalato in comproprietà ad entrambi, ma la cuginetta grande aveva il DS in pugno per ripetere la trentesima prova matrimoniale dove né vinci né perdi, al massimo la sposa cade dalle scale. Arrivati al momento in cui puoi baciare la sposa, la batteria si scarica del tutto e ci molla lì, al passaggio a livello. Cuginetto sbraitante comincia a pestare la sorella e dopo 10 secondi di pestaggio passa ai calci.

Ma lei s’era portata dietro il caricabatterie per DS, però bisognava arrivare a una casa per attaccarlo a una presa. Davanti a un passaggio a livello chiuso, un treno può metterci un’infinità a spuntare, sfilare per tutta la lunghezza, andarsene fino a che le macchine passano oltre. Nell’abitacolo a DS spento calano le tenebre.

E allora mi metto a commentare a voce alta le scene da un matrimonio tutte inventate, guardando con entusiasmo il display morto. Ma che brutto vestito che le abbiamo messo! Oddio, lo sposo è un polpo tentacolare! Ah! La sposa è caduta! La sposa è caduta! E anche se non succede niente, non succede niente da nessuna parte, i due immaginano la scena e si sbellicano e smettono i pugni e i calci. Che schifo di torta! Che figura! Anche se non succede niente. Me lo ha insegnato Jack Nicholson in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, quando anima un tifo da stadio davanti al televisore spento, per una partita di baseball immaginata: perché a lui e agli altri pazzi del manicomio non gliela lasciavano vedere.

Poi il treno è passato.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...