“Mandamelo cartaceo”: come cambia la confidenza.

Gli incrementi di confidenza, per ognuno di noi, si manifestano in modo diverso. Una volta pensavo di passare dalla conoscenza all’amicizia solo dopo una conversazione a due con un bicchiere di vino, meglio se su un gradino. Poi mi è risultato più comodo il colpo d’occhio di Facebook, l’amicario che si spalanca dopo un buon periodo di aggiunte istintive. Ho provato un’intima confidenza con la mia coinquilina, uno stadio di ulteriore amicizia, solo quando ho visto spuntare le sue frasette nella chat di Skype. Anche se mi aveva prestato più volte la stanza quando non c’era, toglievo sistematicamente i suoi capelli dalla vasca e le avevo pure regalato un deodorante che non mettevo più.

Via mail ho incasinato amicizie o cominciate. Mia madre ha scoperto che c’era ancora in me dell’affetto dichiarabile quando ho cominciato a mandarle parole scritte negli sms. Erano anni che passavamo a telefonate orali e io che non rispondevo agli abbracci. Ci sono visualizzazioni che mi sono più familiari e mi ammorbidiscono per natura, hotmail mi commuove più di Facebook, ma lì è una questione di antichità del ricordo o di precedenti vissuti o dell’ordine in cui appaiono i messaggi. Dal più vecchio al più recente come in Facebook, di solito mi pare un rapporto lineare ed educato, senza particolari contrasti. Al contrario e con strani simboli in mezzo come nella posta elettronica, con l’oggetto che cambia e i vari Re: e Fw: e >> sputati qua e là, mi pare sempre un rapporto burrascoso, ma forse anche più intenso e imprevedibile. Fogli di carta non ne ho più per nessuno. Quei pochi sono “pizzini” – nient’altro che semplici biglietti prima che la mafia e il suo gergo andassero in tv – clandestinamente passati a qualcuno durante una riunione, con qualcosa di comico dentro.

Ognuno ha le sue spie di confidenza incrementata. Una proposta di invio in posta elettronica può essere per qualcuno un’imperdonabile dichiarazione di freddezza. “Mandamelo cartaceo!”, mi è stato risposto con tono duro da un conoscente a cui avevo promesso di spedire un documento al più presto. Stavo per dargli la mia mail, per aprire una breccia, da parte mia, dopo che mi aveva raccontato metà della sua vita in mezz’ora. In quel mandamelo-cartaceo si è consumato un gap generazionale. L’apertura non è stata colta e l’approfondimento del rapporto, di sicuro, rimandato per anni.

In quest’assoluta cangiante arbitrarietà dei segni, quando si instaureranno nuove logiche relazionali e volgeranno alla conquista del mondo, mi accadrà probabilmente di considerare amico uno che mi cambia le banconote in monete, uno che fa la fila alla posta davanti a me e mi passa un bollettino bianco, uno che mi presta la sua pompa per gonfiare le ruote alla bicicletta.


Un pensiero su ““Mandamelo cartaceo”: come cambia la confidenza.

  1. leggendo i tuoi post mi sono sentito trascinare dalla fluidità delle tue associazioni (sia di concetti che di oggetti lessicali vari) e ho avuto l’immagine di un cielo (la tua mente) nel quale volano i tuoi pensieri e di botto avrei scritto questo commento:

    “nelle tue parole i pensieri volano in un cielo terso dove il vento della tua fantasia li relaziona in un modo chiarissimo a te, e il lettore si compiace inconsapevolmente della tua chiarezza; gli sembra che quello che gli offri sia ovvio, connaturato agli oggetti che manipoli e che ci sia proprio bisogno di persone come te che gli offrano la possibilità di scoprire tutte le possibili esistenze dei pensieri.”

    brava brava e 1000 post ancora

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