Io punto zero

C’è a chi piace scrivere. A me anche tenere il computer caldo sulle gambe. Dev’essere l’odore infantile domestico di pantaloni stirati che produce. Difficile capire dove comincia la voglia di parole, dove quella di digitare. Forse succede a chi cresce col pallone sull’asfalto e le ginocchia sbucciate e materiche, ma poi diventa grande con le dita storte sulla tastiera: si sviluppa una sensibilità emolinguistica, un rapporto fisico sanguigno con i cavi e i tasti e le ventole.

E così m’imblogherisco per vedere dove vanno la lingua e le nuove tecnologie e io in mezzo.


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