Essere-nel-planisfero non è Essere-nel-mondo. Succede se a ogni passo vedi il puntino di te che si sposta su una cartina geografica. Una visione satellitare della vita.
Essere-nel-planisfero ti costringe a scontare l’Anatomia dell’irrequietezza: Chatwin dice che siamo nati nomadi, avvolti in fasce intorno a madri camminatrici.
Poi viene un momento della vita in cui il problema non è essere nel posto sbagliato, ma non poter essere ovunque nello stesso momento. E conoscere tutte le coordinate di questa impotenza.
Mi piacerebbe essere un po’ più Google Street View, con l’omino all’altezza delle cose, e non sa che oltre al passeggiare ci sia qualche altra felicità.

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