Strane esperienze con Google Squared

6 Giugno 2009

google-squared

Google Squared è la nuova frontiera della ricerca, che ultimamente tenta di diventare sempre più intelligente per difenderci dal rumore. Google Squared genera automaticamente delle tabelle con i risultati delle ricerche, presentando dei contenuti (e non degli indirizzi) già al primo clic.

La forza di Squared dovrebbe essere l’estrema manipolabilità: l’utente può organizzare i contenuti come meglio crede, eliminando o aggiungendo colonne/parole chiave e in alcuni casi modificando i dati stessi. Le sue principali applicazioni – per quello che si intravede – sarebbero le pigre ricerche scolastiche e gli attenti confronti di prodotti in vista dell’acquisto. Ve ne accorgerete subito provando a digitare per esempio “british poets” o “digital cameras”.

Però, come dice Google stessa, si tratta di una tecnologia ancora lontana dalla perfezione, pertanto viene ritenuto fondamentale l’apporto degli utenti i cui feedback saranno fondamentali per l’evoluzione di Squared.

Provo a testare il motore per vedere quanto è preciso l’algoritmo.

-          se cerco una digital camera posso affinare la ricerca fino in fondo

-          se cerco solo un plunger (sturalavandini) mi offre solo un risultato

-          se cerco “barbie” “doll” in prima posizione compare Ken (viviamo in una società maschilista, si sapeva)

-          se cerco “suicide” “tools” mi scoraggia dirottandomi immediatamente al “suicide prevention”

-          alla voce “british poets” non è così semplice mettere a confronto le malattie che li hanno uccisi, aggiungendo la colonna “disease”. No value found.

Ha ragione Google: l’algoritmo va affinato.

E tu? strane esperienze con Google Squared?

Tags: , , ,

Una Risposta a “Strane esperienze con Google Squared”

  1. bstaffetta Dice:

    ancora niente esperienza… appena ne avrò ti dirò…


Lascia un commento