Se non si fosse capito, anch’io penso che “ci sono giovani che posseggono la tecnologia ma sono del tutto indifesi nell’esposizione di sé e della propria vita, e immigranti digitali che per età potrebbero aiutarli ad essere più consapevoli, ma che non hanno le conoscenze per comunicare con loro in modo adeguato”, come dice Francesco Pizzetti, presidente dell’Autorità garante dei dati personali, parlando con Zambardino di Scene Digitali.
E l’Autorità ha pure pubblicato un vademecum sui social network che andrà nelle scuole.
Infatti mi chiedo come farebbero questi adulti, per esempio nelle scuole, ad affascinare le platee con le orazioni sui social network, se non hanno neanche una chiave usb. Io per fortuna ho seguito per due anni un alunno autistico che mi ha insegnato la funzione del tasto STAMP e a studiare i Promessi Sposi solo dalla versione Solenghi-Marchesini-Lopez di YouTube.
C’è una scena in cui al Lazzaretto i dottori provano tutti i metodi contro la peste. Anche le pistole e le seghe elettriche. Così una volta ha visto una sega elettrica in un cartone animato e ha gridato: i Promessi Sposi!
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