Facebook ha creato una nuova pagina Amici grazie alla quale sarà possibile organizzare le proprie amicizie per liste. Può essere utile per chi ha superato il tetto dei 200 amici e ha difficoltà a costruire una personalità unitaria da proporre a tutti. In questo modo si possono creare delle liste di conoscenti, o di colleghi, o di compagni di scuola. Partendo dal presupposto che il grado di confidenza è legato alla categoria a cui l’amico appartiene.
Le liste possono essere utilizzate per inviare messaggi o inviti di gruppo o impostare la privacy sui contenuti pubblicati. Si può evitare che la foto di una sbornia sia visibile ai colleghi di lavoro.
Non so quanto mi aiuteranno le liste di amici. Mi sarebbero più utili delle gradazioni intermedie tra il visualizza e il nascondi. Più utile un meccanismo che assegna un peso percentuale a un amico, in modo che compaia una quantità di informazioni proporzionale al livello di amicizia. Ma poi sarei costretta a mettere gli amici in ordine di amicizia e mi troverei di fronte a problemi del tipo vuoi-più-bene-alla-mamma-o-al-papà?
In pratica sarei costretta a una lucidità sociale che non mi interessa avere. A parte l’espansione della memoria cerebrale – attualmente non disponibile fra le applicazioni di Facebook – l’unica cosa che avrebbe senso per far ordine nell’amicario sarebbe un filtro automatico che traduce i miei comportamenti verso i face-amici in un diverso grado di visibilità per ciascuno di loro.
A questo proposito, mi pare piuttosto chiaro questo schema. Cliccaci sopra se non si legge. 
Si chiama “spettro dell’amicizia”. E grazie alla doppia accezione dell’italiano diventa una splendida, involontaria metafora del nostro Social Poltergeist quotidiano.
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