Archivio per Aprile, 2009

L’influenza suina si diffonde in rete

29 Aprile 2009

influenza suina

Ci sono molti modi per capire a che punto è l’influenza suina, comodamente da casa. Uno è chiedere a Twitter, responsabile della diffusione della paranoia virale. Ecco qui una distesa di commenti, notizie, impressioni in continuo refresh. O anche qui. Il Twitter brain ha mille teste e mille bocche: c’è chi teme che i rischi siano maggiori del previsto, chi dice che è comico che la swine flu venga agli uomini e non ai maiali. Alcuni ci informano di nuovi casi sospetti, altri protestano contro il governo.

Un altro metodo è Google Maps, e per l’esattezza la mappa H1N1 Swine Flu, dove trovate indicati in tempo reale il numero di casi nel mondo. O ancora meglio la 2009 Swine Flu (H1N1) Outbreak Map. Attenzione però a non zoomare troppo out. Perché a me, a vedere il planisfero a fascia, con cloni di uno stesso mondo in una riproduzione geo-warhol, mi viene subito un brivido come quando grattano il gesso sulla lavagna. Me ne basta già uno, delirante com’è.

Time extension con le ricariche Wind!

27 Aprile 2009

cellulare

Se chiami la Wind per fare una ricarica, ti dicono che Da oggi non devi più pagare i costi di ricarica. Da quant’è che non si paga la ricarica, da un anno? Ma quanto dura il presente?

Non so se si sono scordati di cambiare la registrazione, semplicemente. O se invece c’è una deliberata volontà dietro il mantenimento del nastro d’esordio. Chi ha concepito il nastro, deve essersi trovato di fronte a una scelta:

1. scrivere una pagina di storia, tutta al passato, commemorando come fatto compiuto l’abolizione dei costi di ricarica: Ti ricordiamo che da marzo sono stati aboliti i costi di ricarica, poteva dire;

2. ammosciare il messaggio eliminando la segnalazione temporale “Da oggi”;

3. immortalare il presente in un “Da oggi” per regalare una sensazione di incalzante novità, offerta da una compagnia telefonica sempre pronta a studiare soluzioni per rispondere alle esigenze di comunicazione delle tribù contemporanee.

Ed è quello che ha fatto chi ha concepito il nastro. Ma se mi dicono che Da oggi non pago – se ci rifletto un attimo – vuol dire che fino a ieri, avessi chiamato, avrei pagato. Però la novità della politica delle ricariche mi stordisce a tal punto che nemmeno ci penso, a cosa una frase può voler dire.

Se c’è una deliberata volontà, un’intelligenza, dietro al nastro d’esordio, significa che studi scientifici dimostrano che l’uomo è più sensibile alla novità che al senso del tempo. Che la verità cronologica di un fatto può essere occultata da un’emozione indotta da un nastro registrato. Per ragioni forse fisico-ambientali, forse culturali, un uomo che ricarica un cellulare è immerso in una realtà adimensionale senza punti di riferimento esterni, dove le ricariche non hanno storia e il presente è una linea che tende inesorabile verso l’infinito.

L’italiano degli sms: “ke” o “che”?

22 Aprile 2009

perke

Perché resistere all’invasione del “ke” al posto del “che”?

Oggi chi fa abuso del “ke” a volte è figo, a volte invece viene ripreso nei forum e trattato da bimbominkia, come uno che imbratta Yahoo Answer con la propria ignoranza. I fautori e i detrattori della rivoluzione linguistica sono moltissimi. L’attacco è iniziato negli SMS – dove per ragioni economiche si preferiscono simboli e lettere prese in prestito – ma poi l’uso si è diffuso in rete, dove i caratteri non si pagano come coi cellulari, né a peso o a capo. Ma il “ke” è una rivoluzione, un’arma di ribellione contro la lentezza evolutiva della lingua?

“che” e “ke” appartengono a due registri diversi, l’uno standard e l’altro scrittocolloquiale-gergogiovanile. È una fortuna averceli tutti e due, in modo da esprimere per iscritto il tono di un discorso. Vanno bene entrambi a seconda dei contesti: l’uno per gli sms, l’altro per i temi. Anzi, sono capaci di “fare contesto” a colpi di grafemi.

Ecco perché cedere un po’ al “ke”, ma tenersi anche stretto il “che”, secondo me. Se un giorno il “ke” smetterà di avere questa carica giovanile e ribelle e sarà una semplice variante alternativa al “che”, forse lo sostituirà del tutto. Ma riusciamo a immaginare un futuro senza “che”? e poi, perké?

La nuova interfaccia di Facebook: quando il gioco si fa duro

20 Aprile 2009

facebook-protest

Ieri a Parigi un gruppo di utenti di Facebook si è riunito per protestare, con tanto di striscioni e cori da manifestazione politica, contro la nuova interfaccia.

Che dire

Twistori: Twitter vomita storie

19 Aprile 2009

twistori1

Ci sono delle volte in cui apro un sito e ho la sensazione che stia cambiando tutto. Mi è capitato poco fa con twistori, un sito che cattura le frasi su Twitter e le agglomera sotto alcune categorie essenziali, ancestrali: love, hate, think, believe, feel, wish. Poi quando parte ti sembra di camminare su un tapis-roulant di poesia piazzato nel bel mezzo di una piazza affollata, ma senza corpi e senza volti, quasi tenessi gli occhi chiusi.

Vorrei solo che andasse un po’ più lento perché l’inglese lo capisco solo slowly.

Vorrei solo infilarmi ogni tanto in una di quelle frasi e continuare una conversazione qualunque, scendere dal tapis-roulant e aprire gli occhi.

I danni dei social network

16 Aprile 2009

una TAC a caso

Facebook rovina i vostri voti. Spero abbiate già finito l’università, perché gli studenti che usano Facebook hanno un punteggio più basso di tutti gli altri – dice uno studio dell’Ohio State University. E per forza! Studiano meno ore.

Twitter rovina la vostra moralità. Spero siate già in carcere, dove non potrete più nuocere a nessuno. O che abbiate già chiuso i conti con una religione qualunque, così almeno non vivrete nel senso di colpa. Perché direttore del Brain and Creativity Institute alla University of Southern, California, Antonio Damasio, sostiene che gli esseri umani hanno bisogno di tempo per prendere decisioni moralmente consapevoli: il senso morale richiede almeno 6-8 secondi. Invece Twitter è molto più veloce e può generare una forma patologica di amoralità – dice Luce De Biase.

Spero abbiate già finito l’università, vi siate laureati in ingegneria aerospaziale e sappiate dirmi come fare a mollare tutto e andare, prima che sia troppo tardi, direttamente su Marte e senza sensi di colpa, in meno di 6 secondi.

Wired Italia – La recensione che non c’era

15 Aprile 2009

wired

Potrei dire che Wired è una rivista che rivoluziona la concezione di magazine a cui il pubblico italiano è abituato – se solo l’avessi letta. Potrei dire anche che osserva la realtà da un punto di vista inedito e che apre prospettive nuove sul nostro futuro – se solo mi fosse arrivata via posta. Ma dopo l’abbonamento non mi è stato recapitato né il primo né il secondo numero. E allora, se qualcuno me lo chiedesse, gli direi che Wired parla di persone e tecnologie che stanno cambiando il mondo (letto su wewired), ma che l’onnipresente pubblicità rovina la resa grafica pur pregevole (letto su Levysoft). Direi che puzza di buco nell’acqua (letto da Napolux), perché non si può fare nel 2009 una rivista sull’innovazione che però è su carta e non ha neanche i link (detto da Andrea Beggi). Speravo che mantenesse lo stile americano (da lucadefelice), e invece le cromie della versione italiana, decisamente più sobrie, strizzano l’occhio a un pubblico più raffinato (da Sunday Jumper).

E mentre le poste italiane se ne fregano delle innovazioni, nell’attesa sto leggendo wired.it. Perché alla fine quello che conta sono i contenuti (da Sunday Jumper).

Terremoto in Abruzzo: la Genesi della Distruzione

12 Aprile 2009

terremoto

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra brulicava di esseri viventi secondo la loro specie.
Dio disse: “Sia il buio!”. E il buio fu. La terra tremò e separò le case dalla case, le pietre dalle pietre. E fu notte e fu mattina: primo giorno.
Dio disse: “Sia la luce!”. E la luce fu. L’uomo vide quello che aveva creato e trovò che era polvere. Allora diede in alte grida di dolore e di lamento e chiamò le case macerie e i vivi morti. E fu notte e fu mattina: secondo giorno.
L’uomo disse: “Siano le mani in mezzo alle pietre per separare le pietre dalle pietre”. E separarono le pietre, che sono sotto i tetti e le travi, dalle pietre, che son sopra i corpi. Così avvenne. E fu notte e fu mattina: terzo giorno.
L’uomo disse: “Il nostro rifugio è stato distrutto. Dove possiamo andare?” Furono innalzate le tende e lì il supersite trovò riposo. Di quanto possedeva, di ogni veste, portò con sé un oggetto di ogni specie, per conservarlo in vita con sè. E fu notte e fu mattina: quarto giorno.
L’uomo disse: “I corpi che sono sotto le pietre, si raccolgano in un solo luogo e ci siano i nomi per distinguere il morto dal morto”. E così avvenne. Furono sistemate duecentocinque feretri su quattro file, e i feretri dei bambini furono posti sopra i feretri delle madri. E l’uomo chiamò il feretro più piccolo simbolo e quel giorno calvario. E fu notte e fu mattina: quinto giorno.
L’uomo disse: “Osservate, guardate, se c’è dolore simile al dolore che mi tormenta”. E chiamò i salvatori angeli e il suo dolore dignità. La madre non potè dimenticare il figlio delle sue viscere, in cui era alito di vita. Il marito non potè dimenticare la moglie, il fratello il fratello. E fu notte e fu mattina: sesto giorno.
Il settimo giorno l’uomo cessò da ogni suo scavo, perché Dio aveva benedetto il settimo giorno e in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Fu sacrificato l’agnello, perché l’angelo del Signore, quando distrusse i primogeniti degli egiziani, salvò le case segnate dal sangue dell’agnello. L’uomo mangiò e bevve, poi dischiuse un uovo pasquale.  E vide che era cosa buona.

Terremoto Espresso (direttamente sul tuo caffè)

9 Aprile 2009

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L’home page di Repubblica.it trasformata in webcam a scatti: è quello che sta succedendo in questi giorni in occasione dei tragici eventi del terremoto in Abruzzo. In qualsiasi momento della giornata, sul portale scorrono a nastro sequenze di vita. La vecchietta, l’orsacchiotto, mezza Casa dello Studente, la guida di Napoli tra le macerie, volontari con uova di Pasqua.

A volte, grazie all’estrema aggiornabilità di un quotidiano on line, le immagini si presentano con una pertinenza tutta nuova. Mentre faccio colazione, scorre la foto di un bicchiere di caffè caldo, a mezzavia fra tre mani. Mentre mangio, stanno distribuendo la zuppa nella tendopoli. Mentre mi sveglio, anche in Abruzzo fa alba.

I quotidiani on line esplorano tutte le proprie potenzialità in occasione del megaevento, godendosi la gloria di un’impennata di clic impazziti.

Forse dovrei smetterla di fare colazione e pranzo davanti al terremoto.

Record di visite e di ascolti (grazie al terremoto)

8 Aprile 2009

Oggi questo blog ha totalizzato il maggior numero di visite quotidiane dal giorno della sua nascita. Strano: non ho nemmeno parlato del terremoto! Invece la strategia del terremoto ha portato fortuna al TG1, come mostra questo video con scandalosa dovizia di particolari: