
- Cerca su Google una delle tante agenzie di viaggi, siti di incontri o produttori di cosmetici che promettono un’esperienza immortale
- Fai le prove generali quando qualcuno muore non “fisicamente” ma “psicologicamente”, per esempio quando si rompe un legame, un matrimonio o un’amicizia su Facebook
- Ispirati ai primi sofisti, che si chiedevano: “Perché ti preoccupi? Se viene la morte, non ci sarai tu”
- Sfrutta i diversivi offerti dalla cultura, costantemente creativa nell’inventarsi nuovi modi per gioire della vita nonostante l’idea di mortalità
- Prova a dividere l’idea della morte in un numero infinito di piccoli problemi: mantenersi in forma, in salute, lottare contro una malattia o un’altra
- Reinventati continuamente – basta cambiare ambiente, milieu, professione, partner o famiglia – fino a che, a un certo punto, ti dovrai fermare perché non ci saranno altre possibilità di reinvenzione
- Decostruisci la mortalità. O l’immortalità: fa lo stesso
- Mettiti davanti così tanti imperativi che ti restano davvero poche energie per pensare all’immortalità
- Concediti il piacere di filosofare come Zygmunt Barman, che a 87 anni potrebbe morire da un momento all’altro e invece legge Seneca e Montaigne per dimenticare gli altri problemi, troppo occupato per essere preoccupato
- Prendi appunti durante un’intervista a Zygmunt Bauman, con l’intenzione di sbobinarli e metterli in bella forma
- Trasforma in un elenco puntato l’intervento di Zygmunt Bauman
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Liberamente ispirato alla videointervista a Zygmunt Bauman “Se la morte ci insegna a vivere”, proiettata durante il TedxReggioEmilia. Zygmunt Bauman è Professore emerito all’università di Leeds, è l’inventore del concetto di “modernità liquida”. Autore prolifico, tra i suoi ultimi libri usciti in Italia “Mortalità, immortalità e altre strategie di vita” (Il Mulino, 2012) e “Cose che abbiamo in comune” (Laterza, 2012).
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